ITALIA, Federico Bauml: 18 settembre 2011. Come ogni anno, il 18 settembre, Schoenstatt Italia si ritrova a Roma per festeggiare insieme l’anniversario della fondazione del Santuario di Belmonte. Più di quattrocento persone arrivano da tutta Italia per condividere insieme questa splendida giornata “di famiglia”.
Come da tradizione, la parte iniziale della giornata è dedicata ad una conferenza. Nella splendida cornice della sala San Carlo Borromeo si alternano tre relatori d’eccezione, che con i loro interventi danno prestigio ed interesse all’evento, arricchendo profondamente chi li ascolta.
Il primo a parlare è il professor Guzmán Carriquiry, segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina. Il titolo del suo intervento è più che mai eloquente: “le sfide della nuova evangelizzazione in Europa”.
Il secondo intervento ha invece come tema “la famiglia nella nuova evangelizzazione”; argomento fondamentale specialmente in un mondo come quello odierno nel quale il valore della famiglia è sempre più spesso messo in discussione. A parlarcene è il dottor Ermes Luparia, presidente dell’apostolato salvadoriano.
La chiusura spetta al padrone di casa, il “nostro” Padre Ludovico Tedeschi, responsabile del movimento di Schoenstatt in Italia. Nel suo intervento, dal titolo “Con Te, Regina, pietre vive per la Chiesa”, Padre Ludovico dà sfogo a tutta la sua capacità oratoria che tutti noi conosciamo molto bene.
Terminata la conferenza è ormai ora di pranzo: chi viene da fuori va al ristorante (d’altronde, dopo tante ore di viaggio, se l’è meritato!) mentre per i romani e per chi viene da più vicino la modalità è la solita: “ognuno porta qualcosa”. Il pranzo è uno dei momenti più belli di queste giornate: dà l’idea di famiglia, di serenità, di gruppo, ed è il modo migliore per conoscersi davvero.
Un breve momento di preghiera che possa prepararci alla celebrazione eucaristica. Un momento di preghiera breve ma bellissimo e coinvolgente, preparato alla perfezione in ogni singolo dettaglio.
Si inizia con una breve processione, accompagnata dalla lettura di una decina del Santo Rosario, che si conclude proprio di fronte al Santuario. E proprio di fronte al Santuario, a seguito di una splendida meditazione, che si dà il via al momento più coinvolgente e coreografico della nostra preghiera: tutte le persone si recano verso la statua di Padre Kentenich e lì ricevono una pietra con disegnate una corona ed una data molto significativa: il 2014. il messaggio è più chiaro che mai: noi, famiglia italiana di Schoenstatt, siamo chiamati ad essere “pietre vive per la Chiesa”, con l’aiuto di Maria e l’intercessione del nostro fondatore, ancora di più in questo periodo che ci porterà verso il centenario della fondazione del nostro movimento.
Sono ormai le 16:00 ed è ora di iniziare la Messa (che inizia addirittura con mezzora d’anticipo rispetto all’orario previsto, cosa incredibile per i nostri standard abituali. La Messa è al solito bellissima e piena di simboli e significato; è bellissimo vedere famiglie, giovani, nimbi, tutti insieme a Messa felici di essere gli uni accanto agli altri).
Vogliamo dedicare la chiusura di questo articolo a tutte le persone che hanno fatto in modo che questa giornata fosse organizzata nel migliore dei modi.
Innanzitutto grazie a Dio, perché come ci ha ricordato Padre Giorgio, non ci ha mandato la pioggia.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e si sono fatti tanti chilometri per passare con noi questa splendida giornata. Grazie a chi ha lavorato alla santeria, e complimenti per gli ottimi risultati raggiunti. Grazie allo “staff del babysitting”, perché ha permesso a tutti i genitori di godersi serenamente la conferenza controllando un esercito di bambini: un compito decisamente faticoso ma quanto mai appagante e divertente.
E grazie a tutti coloro (pochi purtroppo, ma che valgono per cento) che per mesi hanno curato l’organizzazione della giornata e che per due giorni non si sono fermati un attimo, mettendo a disposizione muscoli e cervello affinché tutto fosse perfetto. Sono gli stesi che ogni anno arrivano stremati alla domenica sera, che puntualmente dicono che “l’anno prossimo andranno al mare”, ma che sono pienamente consapevoli che, come dice Alberto, questa giornata “ti si cuce addosso” diventando parte di te, e che l’anno prossimo saranno pronti a ricominciare da capo perché il sorriso delle persone che vanno via felici per quello che hanno ricevuto li ripaga di tutti gli sforzi ed i sacrifici.
E soprattutto grazie a Maria, perché veglia su di noi e ci sorregge con il suo sguardo, e che sicuramente sarà stata orgogliosa di noi.














E’ stata una giornata trascorsa all’insegna della fraternità universale voluta dal Signore, e ciò è stato possibile grazie allo sguardo vigile della Madonna che ci ha chiamati da varie regioni.Tutti a partire dai bambini abbiamo partecipato a edificare il Santuario di pietre vive.Voglia Maria chiamare altri a essere pietre vive per la costruzione di un immenso santuario ,dove tutti gustino la gioia di essere cristiani intorno al RE e alla Regina. LA corana che vogliamo offrire alla Madonna comprende il nostro desiderio di diventare noi stessi la sua corona.Antonietta