Carissime famiglie,
sono passate le feste ed è ricominciata la vita quotidiana. Quante volte è accaduto lo stesso alla Sacra Famiglia che, con fede, spezzava la monotonia dell’anno celebrando le feste religiose del popolo d’Israele! Ma come sarà stato il loro quotidiano? Quanto di sacrifici, di serena gioia, d’amore silenzioso e d’amore esplicito! Quanto di quella complicità di coloro che sanno nascondere nella semplicità della vita una grande missione condivisa! Tanti sguardi, ore d’ascolto e di preghiera, attesa serena e consapevole di quello che sarebbe accaduto un giorno. Loro sapevano che anche nel quotidiano si dona la vita, tutta e intera, come sulla croce. E per questa ragione che la Sacra Famiglia viveva pienamente ogni momento. Non c’è tempo da perdere! Non perché dobbiamo fare in fretta, ma perché vogliamo amare, proprio come hanno fatto loro. Basta così poco per poter amare, ma oggi in Italia è diventato così difficile! La fede unita al vero amore trasforma il profano in sacro e dà alla nostra vita un carattere trascendente. “Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio, … perché Dio è amore. (1 Gv. 4,7-8) Allora la vita si riempie di “poesia” e tutto diventa più bello, più sacro. P. Kentenich ci ha insegnato a vedere la vita familiare di ogni giorno come un “santuario vivo”. Quanto di sacro c’è nel quotidiano! Un Santuario vivo fatto di tante “pietre vive”, due, tre, quattro, cinque, … Ogni figlio è una pietra viva di questo Santuario … e la coppia … è, in Cristo, la pietra angolare: due pietre che si fondono in una sola. Quanto di Dio vi è nell’intimo dell’uomo! La visita della Madonna nelle nostre parrocchie aiuterà noi, “pietre vive”, a vivere questa sfida per scoprire nel quotidiano quel mondo sacro, cui tutto è chiamato a diventare. L’Immagine della Madonna ha iniziato il suo pellegrinaggio: la riceveremo con gioia e filiale devozione, affinché l’incontro con lei rinnovi la nostra fede. È come se fosse una “nuova Visitazione” alle nostre comunità parrocchiali e alle nostre famiglie, come Maria fece un giorno andando da sua cugina Elisabetta. Con affetto vi benedice
P. Ludovico










