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vicari7Carissime famiglie,

So che anche durante l’estate la Madonna continua a farvi visita e penso sia opportuno che vi mandi una riflessione per questo tempo estivo.

Voglio condividere con voi un bel pensiero di Papa Francesco a proposito della visita di Maria alla cugina Elisabetta:

“Maria affronta il cammino della sua vita con grande realismo, umanità e concretezza. Tre parole sintetizzano l’atteggiamento di Maria: ASCOLTO, DECISIONE, AZIONE.

  1. Ascolto: Maria sa ascoltare la Parola di Dio! Non è un semplice “udire” , un udire superficiale, ma è l’ascolto fatto di attenzione, di accoglienza, di disponibilità verso Dio. Non è il modo distratto con cui a volte ci mettiamo di fronte al Signore o agli altri: udiamo le parole, ma non ascoltiamo veramente.
  2. Decisione: Maria non vive “di fretta” , con affanno, ma, come sottolinea S. Luca, “meditava tutte queste cose nel suo cuore” (cfr. Lc 2, 19.51) … Non vive di fretta, ma solo quando è necessario “va in fretta”. Maria non si lascia trascinare dagli eventi, non evita la fatica della decisione…: “Eccomi sono la serva del Signore”. Nella vita è difficile prendere decisioni, spesso tendiamo a rimandarle, a lasciare che altri decidano al nostro posto … a volte sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne abbiamo il coraggio …  Maria si pone in ascolto di Dio, riflette,  cerca di comprendere la realtà, e decide di affidarsi totalmente a Dio: decide di visitare, pur essendo incinta, l’anziana parente.
  3. Azione: Maria si mise in viaggio e “andò in fretta”. Nella preghiera, davanti a Dio che parla, nel riflettere e meditare sui fatti della sua vita, Maria non ha fretta … Ma quando ha chiaro che cosa  Dio le chiede, ciò che deve fare, non indugia, non ritarda, ma va “in fretta” …  L’agire di Maria è una conseguenza della sua obbedienza alle parole dell’Angelo,  unito alla carità: va da Elisabetta per rendersi utile; e in questo uscire dalla sua casa, da se stessa, per amore, porta quanto ha di più prezioso: Gesù; porta il Figlio. A volte, anche noi ci fermiamo all’ascolto, alla riflessione su ciò che dovremmo fare ma non facciamo il passaggio all’azione”.

In questo tempo di vacanze riflettiamo su queste 3 parole e lasciamoci  guidare dalla nostra Madre e Regina della Famiglia. Nel mese di  settembre Ella inizia il suo viaggio per l’Italia in maniera molto concreta ed efficace: Dopo essere stata incoronata nel 2012 come Regina della Nuova Evangelizzazione per l’Europa ,  torna in Italia.Venite a trovarla già qui a Belmonte il giorno 4 settembre. In seguito, ( un po’ “in fretta”), verrà da voi per portarvi le grazie del suo Santuario con suo Figlio Gesù.

Il 18 luglio sarò in Brasile, nel Santuario di Atibaia – S. Paolo – dove quest’anno farò il ritiro annuale.

Buone vacanze!

Sempre unita alla nostra Madre e Regina, vi saluta,  Sr. M. Ivonemazara palloncini

INCONTRO NAZIONALE DELLA FAMIGLIA DI SCHOENSTATT DELL’ITALIA  con “la Madre Pellegrina per l’Europa” E XII ANNIVERSARIO DEL SANTUARIO MATRI ECCLESIAE  che si terrà a Roma  il 4 Settembre 2016 .papa

 SIETE TUTTI  INVITATI  A PARTECIPARE…

LA GIOIA DELL’AMORE CHE SI VIVE NELLE FAMIGLIE E’ ANCHE IL GIUBILO DELLA CHIESA!

 

PROGRAMMA

9.00   ACCOGLIENZA PRESSO LA DOMUS PATER KENTENICH – BELMONTE

10.00  SALUTO E PREGHIERA INIZIALE

h 10.15   Conferenza: Chiesa, Schoenstatt e Belmonte    (Padre Marcello Cervi)

h.11.00   Pausa

h.11.30    Video: Belmonte, Pozzobon  e  testimonianza dei primi coniugi, custodi di Belmonte:   Nivaldo e Teresinha Abram.

12.15  Recita dell’Angelus

12.45 Pranzo

15.00 Rosario Meditato

16.00 Solenne Santa Messa

  • Si consiglia di portare “pranzo al sacco”.
  • Per chi arriva da lontano ci sarà la possibilità di prenotare al ristorante.
  • Costo del pranzo al ristorante : 12 Euro. Per la prenotazione del pranzo, ogni responsabile di gruppo è pregato di comunicare direttamente al ristorante il numero delle persone, effettuando anche  il pagamento al  Ristorante Pala Palino – Contattare Paola  Pochetti – numeri di telefono: 06 61 56 62 52   / 06 61 56 40 12   –   La conferma  della prenotazione del pranzo  verrà fatta non oltre il  26 agosto 2016.

Si prega di comunicare le adesioni a Sr. Ivone entro il 20 agosto 2016  all’indirizzo:madonnapellegrina@schoenstatt.it – o per telefono: 06 61566086 interno:202 o 203          Cell: 340 7449 908

  • Il contributo per la giornata è di: 5,00 Euro a persona.  Vi aspetto…  Sr. Ivone

                                                                         (I bambini fino a 10 anni non pagano)

Dopo esserci preparati attraverso vari incontri per poter suggellare l’Alleanza D’Amore con la Madre e Regina tre volte Ammirabile di Schoenstatt, finalmente l’8 Giugno abbiamo Celebrato questo grande Evento.
Siamo stati in 39 a suggellare questa Alleanza.
La Celebrazione si è tenuta nella Chiesa di San Francesco ed ha presieduto Padre A. Favata.
Sono stati in molti a condividere questa gioia, la Chiesa era piena di fratelli e sorelle che sono venuti a partecipare e condividere con noi .
Siamo stati mazaraguidati da Suor Ivon e affiancati dalla presenza di Giuseppe e di Calogero.
Tutta la Funzione si è svolta nella gioia e nell’emozione, specialmente quando ognuno di noi ha posto la propria firma sul Registro del Santuario.
Un momento particolare è stato anche quello di mettere per iscritto ognuno la propria preghiera personale a Maria, portandoci a rivedere e rivalutare il nostro rapporto,  in modo confidenziale, da Madre a figlio, con la Madonna; l’incontro…. il percorso….l’impegno…tutto scandito dalla storia personale di ognuno di noi con Lei.
Per finire, abbiamo festeggiato la serata condividendo la cena, con l’allegrezza di essere una grande Famiglia.
Che la presenza della nostra Madre e Regina ci accompagni in ogni istante e ci aiuti a vivere e ad annunciare la Parola di Dio ai nostri fratelli che hanno perso il senso e la gioia della vita .

AD JESUM PER MARIAM                                                          La Responsabile Mimma Giglio

Testimonianza di Pina Bonsignore
Rispetto al giorno dell’alleanzamazara3
Mi è molto piaciuto la processione con i lumini.
Inoltre la possibilità di rendere concreto concetti del divino è sempre importante perché abbiamo bisogno di toccare con mano.
Infine è bello manifestare amore , alleanza con Maria perché la rende raggiungibile.

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di Antonella Raimondi – Vicari (Palermo)

La mia conoscenza con Maria è stata lenta e silenziosa.

Sono sempre stata una persona vicina alla chiesa, sin da bambina i miei genitori mi hanno sempre educata secondo i principi e i valori cristiani.

Sono la più grande di tre sorelle e nella mia vita ho conosciuto la sofferenza; la più piccola, a causa di una rara malattia, ci ha lasciati a soli sei anni. Ho sofferto tanto per la sua mancanza e tanto nel vedere i miei genitori soffrire. Ringrazio Dio per averci donato il nostro piccolo angelo, perché nelle nostre vite ha portato l’Amore incondizionato.

Oggi sono una donna sposata e mamma di due splendidi bambini Matteo e Marco.

Dopo aver partorito Marco sono caduta in un baratro dal quale mi sembrava non doverne più uscire. Ero terrorizzata, spaventata, il piccolo aveva dei piccoli tremori, normali per un bambino appena nato dicevano i dottori, ma per me erano i sintomi di chi sa quale patologia. Non volevo rivivere quelle sofferenze…

In quello stesso anno, il 2007, nei primi giorni di maggio a Vicari arrivò la Madonnina di Fatima, una delle cinque immagini che girano il mondo. In quell’occasione insieme ai miei bambini andai in processione ad accogliere la Madonna. Arrivata dinanzi a Lei, senza più forze, abbandonai tutto nelle Sue mani affidandole tutte le mie angosce. Da quel momento tutto cambiò, ritornò nella mia vita e in quella della mia famiglia il sereno.

In quell’occasione ebbe inizio il mio personale rapporto con Maria che andò maturando nel silenzio.

Oggi sono qui in Chiesa e mi ritrovo a stringere la mia Alleanza d’Amore con la nostra Madre Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt.

Sono seduta, in silenzio ripercorro nella mia mente questa nostra “storia d’amore” e solo ora mi sto accorgendo che Maria mi aveva scelta già diversi anni fa e con pazienza ha aspettato il mio Si.

Come tutte le altre mie sorelle missionarie, prima della celebrazione eucaristica e l’Alleanza d’Amore, ho avuto un incontro con il nostro sacerdote… ecco, la c’era anche Lei.

Nella mia Alleanza con Maria, ho offerto il mio servizio “incondizionato”… non mi spaventano più i sacrifici, anzi mi fanno sentire utile. Ma sicuramente non pensavo che Maria mi chiedesse subito, attraverso Padre Emmanuele, di diventare anche Ministro Straordinario dell’Eucarestia.

Le vicissitudini della mia vita mi hanno condizionato e non riesco a stare con le persone che soffrono. Di fronte a questa proposta sono stata male, mi è salita l’angoscia e solo per questo avrei voluto dire di No. Portare ogni domenica l’Eucarestia agli anziani, ai malati, è un impegno importante e non mi sentivo pronta. Ma ho capito finalmente che Dio non ci chiede mai di fare cose delle quali non siamo capaci. Ho detto di Si a Maria e quindi a Gesù!

In ogni singolo istante delle miei giornate chiedo sempre il Suo aiuto e il Suo sostegno.

Mi piace pensare di essere una matita colorata, come diceva Madre Teresa, attraverso la quale Dio porta un po’ di colore e di felicita nella vita delle persone che incontro lungo la mia strada.

di Claudia Geraci – Vicari (Palermo) –

La Comunità Parrocchiale di Vicari, il 10 giugno 2016 presso la Chiesa Madre “San Giorgio Martire”, ha vissuto un momento di grazia e di forte spiritualità, grazie all’Alleanza d’Amore con Maria, alla presenza di Suor Ivone Zenovello e dei responsabili Salvatore Rallo e Maria Antonina Rubino.

Maria, la Madre Regina e Vincitrice Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt, ha guidato Maria Grazia La Rocca, Patrizia Di Sparti, Mary Arnone Scimeca, Alfonsa Lo Cacciato, Enza Buscì, Claudia Geraci, Vita Benvenuto, Maria Giovanna Lo Monaco, Antonella Raimondi, Maria Trapani, Mary Rubino, Chiara Lazzara, le dodici missionarie vicaresi, in un cammino durato un anno, fatto di incontri, confronti, continui arricchimenti spirituali, che le ha portate a voler esprimere con tutto il loro essere, nonostante le loro fragilità, il loro voler appartenere totalmente a Maria; a loro si è unita anche la Maria Antonina Rubino, che ha voluto rinnovare l’“Eccomi” a Maria.

Ciascuna Le ha consegnato il proprio cuore, che non ha smesso neanche un attimo di battere forte dentro di loro, perché forti sono state le emozioni vissute. Le hanno consegnato le loro “misere”, ma nello stesso tempo preziose vite, dalle mille sfaccettature; tutto il loro essere è stato donato a Lei, perché Maria è il riparo più sicuro dalle tribolazioni, la Mamma Celeste, che le ha scelte come strumenti per continuare l’opera di Evangelizzazione di suo Figlio Gesù.

I lori limiti, preoccupazioni, le loro famiglie, tutto è stato affidato a Lei, colei che tutto sa, che tutto può, la speranza, il sicuro rifugio, la consolatrice dei mesti.

Durante quest’anno di cammino verso l’Alleanza d’Amore con Maria, culminato con un lungo ritiro il giorno prima di questo importante avvenimento, non sono mancati momenti in cui è prevalso il sentimento di debolezza, che le faceva sentire troppo “piccole” per stringere un “Patto” con la Madonna, colei che nonostante le molteplici difficoltà della vita, ha saputo sempre con fermezza dire il suo “Eccomi” a Dio Padre, al suo figlio unigenito Gesù e allo Spirito Santo Paraclito.

Ma grazie anche alla dolcezza, alla forte testimonianza di fede e al carisma di Suor Ivone, hanno capito che non sono state loro ad aver scelto di fare questo “passo”, ma è la Madonna che le ha chiamate come suoi “strumenti”. Per questo, con tutto il cuore, hanno pronunciato il loro “Eccomi”, con la consapevolezza di essere divenute “amiche”, strette collaboratrici di Maria, la quale potrà inviarle, servendosi di loro, ad evangelizzare le famiglie attraverso il Movimento della Madonna Pellegrina di Schoenstatt a cui ormai appartengono con tutte loro stesse.

 

Finalmente anche a Vicari, piccolo centro dell’entroterra palermitano, venerdì 10 Giugno 2016  tredici missionarie hanno suggellato l’Alleanza d’Amore con la nostra buona Madre Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt. Ci è voluto un anno di preparazione, ma grazie alla partecipazione costante e seria delle missionarie alle nostre “provocazioni”, che a volte sono potute sembrare anche eccessive, siamo giunti a questo traguardo.

Le provocazioni hanno un effetto positivo quando sono da stimolo per far emergere doti e potenzialità. Il cammino che stiamo facendo, tutti quanti assieme, ha bisogno di queste doti e potenzialità che ci porteranno, sicuramente, verso una grande meta, quella della nostra Salvezza in Gesù Cristo per il tramite della nostra amata e buona Madre che sempre ci assiste e ci sostiene.

Questa è la crescita che Schoenstatt ci chiede a noi responsabili, e questa è la crescita che noi responsabili dobbiamo chiedere alle missionarie ma anche alle famiglie della Campagna della Madonna Pellegrina.

Per rendervi partecipi della giornata, allego un bellissimo articolo e una testimonianza di due sorelle missionarie di Vicari che, vista la tempestività nello scriverli (per come ha annotato una delle due) sono “frutto di una forte emozione vissuta pochi giorni fa e che ancora sento forte dentro di me”. Due scritti che sicuramente hanno le giuste caratteristiche di quello che dobbiamo far conoscere alla grande famiglia di Schoenstatt. vicari7vicari6vicarivicarivicari1 vicari4 vicari8Uniti in Maria   Salvatore Rallovicari3

 

mazara5processione luminiDopo esserci preparati attraverso vari incontri per poter suggellare l’Alleanza D’Amore con la Madre e Regina tre volte Ammirabile di Schoenstatt, finalmente l’8 Giugno abbiamo Celebrato questo grande Evento.
Siamo stati in 39 a suggellare questa Alleanza.
La Celebrazione si è tenuta nella Chiesa di San Francesco ed ha presieduto Padre A. Favata.
Sono stati in molti a condividere questa gioia, la Chiesa era piena di fratelli e sorelle che sono venuti a partecipare e condividere con noi .
Siamo stati guidati da Suor Ivon e affiancati dalla presenza di Giuseppe e di Calogero.
Tutta la Funzione si è svolta nella gioia e nell’emozione, specialmente quando ognuno di noi ha posto la propria firma sul Registro del Santuario.
Un momento particolare è stato anche quello di mettere per iscritto ognuno la propria preghiera personale a Maria, portandoci a rivedere e rivalutare il nostro rmazaraapporto,  in modo confidenziale, da Madre a figlio, con la Madonna; l’incontro…. il percorso….l’impegno…tutto scandito dalla storia personale di ognuno di noi con Lei.  Per finire, abbiamo festeggiato la serata condividendo la cena, con l’allegrezza di essere una grande Famiglia.
Che la presenza della nostra Madre e Regina ci accompagni in ogni istante e ci aiuti a vivere e ad annunciare la Parola di Dio ai nostri fratelli che hanno perso il senso e la gioia della vita . La Responsabile Mimma Giglio
AD JESUM PER MARIAM
TESTIMONIANZA  DI CATERINA SIGNORELLOmazara palloncini
Alleanza D’amore
Mai avrei imma
ginato che potessi vivere una esperienza così grande ” una promessa di unione e fusione con Maria Madre Ammirabile e Pellegrina di Schoestatt Questo conoscenza è avvenuta per caso ha deciso tutto Lei.È entrata nella mia famiglia poi mi ha chiamato xla missione e poi per quella degli ammalati pensavo di aver avuto già tanta Grazia invece è arrivata l’Alleanza D’amore Amore per Maria la Madre di Dio e madre nostra che ci accompagna nella vita e ci prepara nel cammino per entrare nella nella casa di Dio. Amare noi stessi amare chi ci sta vicino. Amarechi ci fa del male, amare incondizionatamente senza domande e senza risposte.
Offrire il nostro cuore pulito pieno di carità di umiltà un cuore sincero ci  aiuta a trasformare la nostra vita che avviene senza che ce ne accorgiamo intanto ci sostiene ci protegge ci conforta e in silenzio ci vuole simili a Lei
Questa è Alleanza D’amore assomigliare a Maria portarla nelle famiglie fare conoscere la sua. Provvidenza e diventare strumenti nelle sue mani a Lei offriamo preghiera sacrificio gioie dispiaceri e la consapevolezza che non ci lascerà mai soli accompagnera’ la nostra vita fino al distacco della  vita terrena .

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Carissime famiglie,

Stiamo entrando nel tempo bellissimo  dell’estate,  durante il quale tante attività si fermano ed il  ritmo della vita è più tranquillo.  E’ il momento in cui pianifichiamo le nostre vacanze  e ci proiettiamo in un futuro più o meno lontano. La parola di Dio non ci dice che è  un atteggiamento sbagliato, ma ci invita a pensare al futuro considerandolo  “proprietà” di Dio.  Se riflettiamo un attimo ci accorgiamo  quanto questo sia vero!

Posso fare tutti i progetti che voglio, ma il mio tempo è nelle  mani di Dio: tra un attimo potrei già non esserci più. Il tempo non ci appartiene è  un dono di Dio; la vita ci è concessa,  ma  per poter compiere tutto il bene di cui siamo capaci. Ricordarci di questo  ci aiuterà  a camminare e a dare anche al nostro tempo di vacanza un valore diverso.

Lasciamoci guidare sempre dalla presenza della nostra Madre e Regina che sicuramente ci accompagnerà in ogni istante, ovunque andiamo. Decidiamo di essere coraggiosi: Ella ci aiuterà a vivere e ad annunziare la Parola di Dio ai nostri fratelli che hanno perso il senso e la gioia della vita.

Per rispondere:

  • Mi impegno a vivere la giornata rivolgendomi al cuore di Gesù, offrendogli gioie e dolori, ringraziando e invocando il suo aiuto?

Per meditare:

  • Maria non ha capito tutto subito ma si è fidata di Dio lasciando che fosse lui a guidare la sua vita. Proverò a vivere questo tempo di vacanza con atteggiamento di fiducia e abbandono alla volontà di Dio.

Padre Kentenich ci insegna:

  • “Le sicurezze della vita non danno tranquillità interiore. Non dimenticare la via più semplice: non dimenticare MARIA!”

Buone vacanze!

Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della Famiglia, vi saluta,    Sr. M. Ivone

Preghiera dei fedeli:

  1. Perché la forza dello Spirito Santo ci indichi il retto uso dei beni terreni per vivere attenti ai beni del cielo.

Preghiamo: Per la tua bontà, ascoltaci, Signore!

  1. Perché l’esortazione di Cristo a seguirlo, trovi ascoltatori attenti e disponibili, e continui a suscitare nella Chiesa vocazioni alla vita contemplativa.

Preghiamo:   Per la tua bontà, ascoltaci, Signore!

  1. Perché i ricchi e gli avidi comprendano che anche le più grandi ricchezze terrene si consumano e  che solo i beni del cielo sono incorruttibili.

Preghiamo: Per la tua bontà, ascoltaci, Signore!

  1. Perché i giovani rifiutino gli idoli mondani e, sostenuti dalla testimonianza della comunità cristiana, preferiscano sempre la società dell’essere a quella dell’avere.

Preghiamo: Per la tua bontà, ascoltaci,  Signore!

Invio un caro mio saluto a tutti voi che visitate questa pagina della Madonna Pellegrina di Schoenstatt e ringrazio Mina dalla Toscana che ci fa partecipe condividendo con noi la grande gioia che hanno avuto con il pellegrinaggio ai nostri Santuari di Schoenstatt a Roma.   Leggete perché è una bellissima esperienza di un cammino fatto insieme in quest’anno della Misericordia.

Dopo esserci preparati con vari incontri sul tema della Misericordia, per conoscere l’amore di Dio che consola, perdona e dona speranza; il 21-22 maggio  siamo partiti in pellegrinaggio per Roma ,per varcare la soglia della Porta Santa.      Sabato 21 prima tappa Eremo Le Celle  dove abbiamo sperimentato la meraviglia della natura , accolti da Frate Guglielmo dell’ordine dei cappuccini, che ci ha illustrato la storia di questo luogo di silenzio e di preghiera , fondato dallo stesso Francesco nel 1211.                              Due elementi caratterizzano questo luogo:     la  Pietra  segno di  Cristo roccia su cui edificare la propria vita .     L’acqua   è segno di Cristo, acqua viva di purificazione .   Qui San Francesco sostava durante i suoi spostamenti tra Assisi e Siena o tra la Verna e Siena . In tal luogo San Francesco dettò probabilmente quattro mesi prima della morte nel maggio del 1226  il suo testamento.                                  Dopodiché ci siamo recati a Cortona  al santuario di Santa Margherita, dove ci attendeva Frate Stefano Giorgetti, il quale ci ha raccontato la storia di Santa Margherita, donna mistica, coraggiosa, portatrice di pace, impegnata ad assistere sia i poveri che le donne, vissuta nel 1200 .   Davanti all’urna di S. Margherita Fra Stefano ci ha fatto notare come il suo corpo sia rimasto straordinariamente incorrotto, inoltre nel corso dei secoli non è stato tratto da esso nessuna parte da venerare come reliquia,  questo, secondo l’opinione di Fra Stefano è dovuto al fatto che Margherita è stata una madre di un bimbo e le mamme sono “intoccabili” .

Due tappe importanti per il nostro percorso, sia S. Francesco che S. Margherita hanno sperimentato profondamente la misericordia del padre. E noi visitando questi luoghi mistici, dove loro hanno vissuto siamo stati anche noi, toccati dalla profondità dell’amore di Dio .

Nel pomeriggio siamo arrivati al Santuario di Belmonte,  accolti come sempre da tanto affetto familiare da Suor Ivonne Zenovello, responsabile della Campagna della Madonna Pellegrina per l’Italia  e Don Daniele Lozano , Rettore del Santuario “Mater Ecclesiae”  di Roma.

Dopo aver visitato il Santuario e vissuto quella pienezza d’amore, gioia e serenità che la Madre ci trasmette, ci siamo radunati alla casa di Padre  Kentenich per la celebrazione penitenziale.  Durante la celebrazione della Santa Messa Don Daniele ci ha colpiti con esempi significativi sulla Misericordia di Dio e sulla necessità di essere misericordiosi nei confronti dei fratelli, come Dio è misericordioso con noi, noi lo dobbiamo essere con i nostri fratelli, in questo compito non sempre facile Maria che è la creatura più vicina a Dio e che è madre ci accompagna facilitandoci il cammino .  Per questo motivo abbiamo affidato a Maria la nostra vita e il nostro desiderio di vivere la Misericordia rappresentato simbolicamente da un cuore di carta “ Nel Cuore del Padre” .

Domenica 22  in mattinata supportati, accompagnati fisicamente e spiritualmente da Suor Ivonne e Don Daniele abbiamo attraversato la Porta Santa e visitato l’interno della Basilica.  Nonostante il gran numero di fedeli la Basilica offriva numerosi e continui momenti di meditazione e preghiera. Molti di noi hanno sostato davanti alla tomba di Papa Giovanni Paolo II  e di Papa Giovanni XXIII  santificati il 27 aprile 2014 . Tra i loro rispettivi altari, si trova la cappella del Santissimo Sacramento, che ha permesso a ciascuno di noi di vivere un profondo momento di adorazione e preghiera.                                                         Alle 12,00  in punto il Papa si è affacciato sulla piazza, gremita di fedeli per l’Angelus e tutti noi siamo stati contagiati da questo clima gioioso. Il punto centrale dell’Angelus è stato sul  Mistero della Trinità, che ci invita ad impegnarci negli avvenimenti quotidiani per essere lievito di comunione, di consolazione  e di misericordia.  La Vergine Maria  specchio della Trinità ci aiuta  a rafforzare la nostra fede  con scelte e atteggiamenti di amore e di unità.Dopo aver pranzato in una tipica trattoria romana , ci siamo preparati per un altro momento prezioso nel programma del nostro pellegrinaggio:    Visita alla chiesa della Divina Misericordia, molto cara  a   Papa Wojtyla ,  che nell’aprile del 2000  ha canonizzato la Beata Faustina Kowalska   e  promosso la devozione  per la recita della Coroncina della Divina Misericordia.     La  chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma, sede del Centro di Spiritualità della Divina Misericordia, accoglie le reliquie di Santa Faustina  e di Papa Wojtyla , che noi tutti abbiamo potuto pregare, poco prima della recita della Coroncina della Divina Misericordia  alle ore 15,00. roma  Noi tutti abbiamo potuto percepire, all’interno della chiesa, la presenza viva e gioiosa di Papa Wojtyla rafforzata anche da una sua bellissima e sorridente immagine posta di fronte a quella di Gesù Misericordioso.

A conclusione del nostro pellegrinaggio abbiamo fatto un omaggio alla nostra Madre Regina Vincitrice Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt nel suo Santuario  Cor Ecclesiae situato in via Aurelia Antica, 112 .   Visita breve,  ma intensa durante la quale abbiamo potuto    affidare a Maria  le nostre preghiere per le persone che vivono in sofferenza.        Mettendo così in pratica l’invito di Papa Francesco ad aprirsi agli altri per vivere appieno l’anno della Misericordia.   Sr. Ivone

(Scusate per il ritardo ho avuto qualche problema nell’inserimento degli articoli. Ringrazio  per le sollecitazioni  che ho ricevuto, significa che il blog è seguito. GRAZIE!! )

Roma, 18  maggio  2016

     parma5Non togliere da noi la tua misericordia (Dn 3, 35)

Carissime famiglie,

Gesù ha promesso ai suoi discepoli che non li avrebbe mai lasciati soli. Egli, inviando lo Spirito Consolatore, (crf Gv 14,26) , sarebbe stato loro vicino in ogni situazione della vita, li avrebbe aiutati sostenuti e confortati. Maria, che cammina in mezzo a noi, ci  insegna a pregare e ad ascoltare proprio il soffio dello Spirito.

Papa Francesco ci ricorda che noi siamo la CHIESA, e che la Chiesa CATTOLICA  è l’unica che ha un Padre e una Madre e formiamo una grande famiglia. Questo deve essere per noi motivo di gioia e di orgoglio!

Una delle caratteristiche che identifica la nostra Chiesa è: “casa dell’armonia”.  Domandiamoci  se, con il nostro atteggiamento familiare, sociale e morale stiamo collaborando affinchè la nostra Chiesa abbia questa  immagine che Gesù ha creato e tanto desiderato: casa dell’armonia dove unità e diversità sappiano coniugarsi insieme per diventare ricchezza. Pensiamo ad una grande orchestra: diversi strumenti suonano insieme, ognuno mantiene il suo timbro inconfondibile e le sue caratteristiche di suono, ma tutti si accordano per una magnifica armonia. Poi c’è  il “Maestro” che guida, la musica si diffonde e tutti possono gioire e ringraziare per il dono che ricevono.

Questa è una bella immagine di Chiesa: non siamo tutti uguali e non dobbiamo esserlo! Ognuno porta il suo, quello che Dio gli ha dato, per arricchire gli altri. La diversità, messa a servizio, che non entra in conflitto, non si contrappone, è una diversità che si lascia fondere in armonia dallo Spirito Santo; è Lui il vero “Maestro”, Lui stesso è armonia.

Chiediamo a Maria, nostra Madre e Regina che ci insegni ad ascoltare e a seguire il “Maestro”, che ci insegni a pregare come ha fatto con i discepoli nel Cenacolo.

Domandiamoci:

  • Quale “sinfonia” parte delle nostre famiglie,  dalla mia casa?
  • Nelle nostre comunità viviamo l’armonia o litighiamo fra noi?
  • Chiedo l’aiuto di Maria che visita la mia famiglia per formare questa unità tanto desiderata nella Chiesa?

Vogliamo essere, infatti, solo strumenti della nostra Madre Celeste. Quanto più fragile e miserevole è lo strumento, tanto più chiaramente risplende – attraverso le nostre opere – la gloria di Maria.

                                                                             (cfr. PK Sotto la Protezione di Maria, p. 270)

Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della Famiglia, vi saluta,    Sr. M. Ivone

Preghiera dei Fedeli:

  1. Per Papa Francesco, e per tutta la Chiesa universale, affinché quest’anno della Misericordia ci avvicini più a Dio e ci porti a dare la vera testimonianza dell’ amore e del perdono. Preghiamo.
  1. Per le nostre famiglie, perché in questo tempo oscuro, ma pieno di speranza, sia segno trasparente di quella comunione d’amore e misericordia che proviene dal Signore risorto. Preghiamo.
  1. Che la Madre e Regina che visita le nostre famiglie si manifesti come Regina di Misericordia in ognuno di noi. Preghiamo
  1. Per tutti i malati, le famiglie in difficoltà, per quelli che soffrono di solitudine, affinché trovino conforto e speranza. Preghiamo.
Chi si affida alla Madonna ha trovato la strada sicura . Ogni carisma è un dono per la Chiesa. L’alleanza d’Amore con la Madre Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt diventerà per voi uno stile di vita attraverso il quale potrete vedere con gli occhi di Dio ogni avvenimento della vostra vita riempirla del Suo amore. La Madonna e noi, per sempre, in un’Alleanza d’Amore che come finalità e come promessa ha la pienezza della vita cristiana. Non possiamo non ascoltare l’invito degli ultimi papi ad affidarci alla Madonna e nemmeno possiamo tacere le necessità del nostro cuore. Padre Giuseppe Kentenich, Servo di Dio, ha vissuto con radicalità e semplicità questo affidamento alla Madonna e l’ha reso fecondo per migliaia di persone.    (Padre Ludovico Tedeschi)

18 MAGGIO 2016  presso la  Parrocchia  di San Giovanni Apostolo a Palermo,  circa   30  persone  hanno suggellato  l’Alleanza d’Amore  con la  Madre Tre Volte Ammirabile.   La  responsabile   Rosy Passatempo, dopo  gli incontri  di formazione sull’Alleanza, ha organizzato   questo bellissimo  momento durante la Celebrazione  Eucaristica  del 18. la Santa Messa  è stata celebrata  da Padre Matteo  Ingrassia.

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Carissimi, ho partecipato dal 30 aprile al 7 maggio, accompagnata da una famiglia di Roma  –  Mario, Liliana e Gianluca Gentile –  alla settimana Mariana, organizzata a Parma dal Parroco della Ss. Annunziata, Padre Valentino Menegatti.   La Madre Pellegrina Ausiliaria per l’Italia, era con noi e resterà a Parma per tutto il mese di Maggio, visitando anche altre Parrocchie. Sono stati giorni fecondi e bellissimi di cui vi invio anche alcune foto.

Le processioni serali e del sabato, con la Madre, lungo le vie di Parma, con i templari che laportavano cantando con noi, sono state un dono!!!   Commovente anche la visita ai malati, in particolare ad una nonnina di 93 anni alla quale Padre Velentino  ha portato la comunione.  Sulla via del ritorno  a Roma, l’8 maggio, festa della mamma, la ns. cara Madre e Regina ci ha condotto fino a Capannoli (PI) per l’incontro regionale della famiglia di Schoenstatt in Toscana, ed anche qui è stato tutto molto bello.  Hanno preso parte all’incontro anche il Sindaco di Capannoli, uparma5na dolcissima sig.ra, ed il nostro magnifico rettore del Santuario di Belmonte a Roma, Don Daniele Lozano, che ci ha allietato con la sua simpatia mentre ci illuminava con pensieri di grande sapienza.

Vi saluto dal Santuario e Vi ricordo nella preghiera!    Sr. Maria Ivone
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20160427_160326 (1).jpgLa Madonna Pellegrina è arrivata a Parma.
Ci sarà un mese mariano in 3 parrocchie. Dal Santuario partiranno le Immagine Pellegrine che visiteranno le famiglie e anche i bambini del catechismo e gruppo Scout.
Unite al Santuario,
Sr. M. Ivone

 

san-biagio presa da internet

Lunedì 18 aprile 2016 è ufficialmente iniziata la Campagna della Madonna Pellegina di Schoenstatt a Caltanissetta, nella Parrocchia San Biagio, il Parroco, Don Mario Alcamo, ha accolto la campagna con entusiasmo ed ha dato incarico alla signora Anna Maria Tornambè di formare i gruppi. Sono 4 le immagini che hanno iniziato il pellegrinaggio mensile in 40 famiglie della parrocchia.

Con Caltanissetta sono 9 le diocesi in Sicilia dove è presente la Madonna Pellegrina di Schoenstatt.(Calogero)

caltanissetta

foto schoenstatt.de

foto schoenstatt.de

 

 

Carissime famiglie,

Cristo è risorto!  È vivo e vuole essere cercato tra i vivi!

Le donne, che erano uscite al mattino presto per compiere un’opera di misericordia, per portare gli aromi alla tomba, erano “impaurite e con il volto chinato a terra” ma furono scosse all’udire le parole degli angeli: “Perche cercate tra i morti colui che è vivo?” (Lc  24,5)

Le parole di Papa Francesco nell’omelia del Sabato Santo ci aiutano a capire ancora meglio  cosa  significa cercare  Cristo risorto.

“‘Pietro corse al sepolcro’ (Lc 24,12). Quali pensieri potevano agitare la mente e il cuore di Pietro durante quella corsa? Il Vangelo ci dice che gli Undici, tra cui Pietro, non avevano creduto alla testimonianza delle donne, al loro annuncio pasquale. Nel cuore di Pietro c’era pertanto il dubbio, accompagnato da tanti pensieri negativi: la tristezza per la morte del Maestro amato e la delusione per averlo rinnegato tre volte durante la Passione. (…)  Anche noi, come Pietro e le donne, non possiamo trovare la vita restando tristi e senza speranza e rimanendo imprigionati in noi stessi.  Apriamo al Signore i nostri sepolcri sigillati, perché Gesù entri e dia vita. Portiamo a Lui le pietre dei rancori e i macigni del passato, i massi delle debolezze e delle cadute. Egli desidera venire e prenderci per mano per guarirci dall’angoscia. La prima pietra da far rotolare via è proprio la mancanza di speranza. Che il Signore ci liberi da questa  trappola, dall’essere cristiani senza speranza, che vivono come se il Signore non fosse risorto e il centro della vita fossero i nostri problemi”.

Sì, veramente Cristo è risorto! Apriamoci alla speranza e mettiamoci in cammino con Maria che orienta i nostri passi nella fiducia, verso la Pasqua che non avrà fine.

Domandiamoci:

  • Quali sono le pietre che ancora trovo davanti alla tomba che mi impediscono di incontrare il Cristo risorto?
  • Porto a Gesù le pietre dei rancori, delle mie debolezze e sfiducie?
  • Chiedo alla Madre e Regina l’ aiuto per aprire il cuore e far entrare la gioia della risurrezione?

 

“Ogni piccolo avvenimento della nostra vita è un saluto del Padre.”      (P. Kentenich)

Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della Famiglia, vi saluta,    Sr. M. Ivone

                                   

PREGHIERA DEI FEDELI   –  la nostra risposta:  Noi crediamo nella tua risurrezione, Signore.

  1. Gesù Risorto ci dia la forza di vivere una vita che si rinnova sempre.
  2. Gesù Risorto conceda alla Chiesa di testimoniare ovunque il messaggio evangelico.
  3. Gesù Risorto offra una speranza vera a tutti coloro che soffrono nell’anima e nel corpo.
  4. Gesù Risorto doni a tutte le famiglie di vivere nella pace e nella concordia tra le diverse generazioni.
  5. Gesù Risorto doni alla nostra comunità parrocchiale la grazia di essere uniti nella fede e che possiamo sentirci famiglia dove si vive la gioia dell’ascolto, e del perdono reciproci.

 

 

 

PARROCCHIA  SAN MATTEO AP. EV. MARSALA                                                                   

Mi chiamo Virginia, ho 9 anni e frequento la 4° elementare e il 2° anno di catechismo di Prima Comunione nella Parrocchia San Matteo di Marsala. Oggi vi voglio testimoniare a nome di tutta la classe del catechismo l’amore che la Madonna ha portato nelle nostre case. Abbiamo conosciuto la Madonna di Schoenstatt il primo anno di catechismo. E’ stata la nostra catechista Maria, amica d’infanzia della mia mamma, che ha portato la Madonnina a casa mia per la prima volta. Durante il catechismo poi Maria ci ha raccontato della Madonnina ed io ho raccontato ai miei compagni del catechismo come era bello averla a casa. Da quel giorno la Madonnina con l’aiuto di suor Yvonne entra nelle case di tutti i miei compagni. Per noi ormai fa parte delle nostre famiglie e quando arriva nelle nostre case facciamo festa per lei.  Insieme alle mamme prepariamo un tavolino con le tovaglie più belle del loro corredo, la sera prima andiamo con il papà dal fioraio a comprare i fiori più belli e così prepariamo un piccolo altare con candele per accoglierla.

Quando Maria,il sabato, ce la consegna noi la portiamo a casa con grande felicità, perché sappiamo che resterà con noi tutta la settimana.Ogni giorno, quando andiamo e ritorniamo da scuola, la salutiamo, come facciamo con la nostra mamma, con un bacio e una preghiera.

Poi la portiamo a tavola con noi e dopo pranzo la portiamo con noi in cameretta a farci compagnia mentre facciamo i compiti.Se non riusciamo in qualcosa la guardiamo e lei sorridendoci ci aiuta.

La sera recitiamo poi insieme alla famiglia il Rosario. Io lo recitavo anche il pomeriggio insieme alla mia nonna , che era una maestra in pensione, questo da tre mesi non è più possibile perché la mia nonnina è volata in cielo. Io credo che da lassù mi starà accanto insieme alla madonnina. Anche il papà di un mio compagno di catechismo non c’è più ma lui continua a pregare il rosario come se lui è in famiglia.

Le nostre famiglie continuano sempre a tenerla in quel piccolo tavolino che prepariamo ed insieme a noi mettiamo le foto dei nostri cari.

Avere la Madonnina è una grande emozione, perché ci porta molta gioia e felicità, ogni volta che la vediamo ci sentiamo sereni e in pace con tutti.

Averla a casa significa avere la mamma di tutte le mamme e con lei ci sentiamo protette sempre.

Averla a casa significa avere la pace, avere l’opportunità di pregare per tutti quelli che ne hanno bisogno. È essere fortunati di questo bellissimo regalo, perché ci sentiamo protetti, gioiosi, ci sentiamo con tanta pace interiore e questo ci rende felici. E’ una grazia che Dio ci ha donato e noi siamo nel nostro piccolo di bambini pronti a trasformare le nostre famiglie in famiglie migliori. Nulla senza di Te. Nulla senza di Noi. (Virginia)

 

schoenstatt

Ieri 10 aprile presso l’Hotel Saracen – Isola delle Femmine, si è svolto il Convegno Regionale della Famiglia di Schoenstatt in Sicilia. Circa 1.300 persone presenti e provenienti dalle diverse diocesi della Sicilia: Mazara del Vallo, Monreale, Messina, Agrigento, dall’Eparchia di Piana degli Albanesi e dalla diocesi di Palermo attualmente più numerosa.

I momenti di formazione sono statiti tenuti da: Don Daniel Lozano, membro della Direzione Generale dell’Istituto dei Sacerdoti Diocesani di Schoenstatt e Rettore del Santuario “Matri Ecclesiae” di Roma,  e dal prof. Giuseppe Savagnone, docente, scrittore e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della  cultura  di Palermo.

Il momento culminante della mattinata è stata l’Adorazione Eucaristica, curata da Don Leoluca Pasqua. Tutta l’assemblea  ha vissuto un totale abbandono nelle mani del Signore, ognuno ha aperto il proprio cuore dinanzi a Gesù Vivo nell’Eucarestia sperimentando  pace e liberazione; molte persone hanno esternato con il pianto  la  loro emozione. La presenza di Gesù, l’opera della preghiera di liberazione fatta da Padre Leo e tutto il clima di adorazione e  di lode ha ricreato  un angolo di Paradiso.

Dopo il pranzo un momento di Riflessione accompagnato dalla musica sulla vita e la spiritualità di Padre Kentenich presentata  brillantemente dal Dott. Antonino Di Sclafani e dai musicisti Katia Raineri, Salvatore Garofalo,  Cirella  Guagenti e Nino D’Astolfi.

Dopo il Santo Rosario, animato da Suor Ivone Zenovello, la giornata si è conclusa con la Messa  Solenne  presieduta  da  Padre Daniel Lozano e concelebrata da Don Antonino Favata, Don Pino Spataro, Don Matteo Ingrassia e Don Ignazio Vazzana. Tutta la giornata è stata animata  dal Coro  della Parrocchia di San Giovanni  Apostolo di Palermo, diretto da Tiziana Anzalone.

Grazie alla Famiglia di Schoenstatt, per aver organizzato questa giornata, per aver dato l’opportunità a molte persone di vivere il mistero della Chiesa nella comunione  con i fratelli. Grazie per aver dato modo di approfondire il tema della Misericordia di  Dio, con la quale possiamo essere più caritatevoli, più comprensivi, prima verso noi stessi e poi verso i fratelli. Come membri della Chiesa viva, vogliamo contribuire a rendere più santa la famiglia degli uomini e con l’intercessione di Maria nostra Madre, Regina e Vincitrice, Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt, ci affidiamo alla bontà del Signore, rifugio e porto sicuro, affinché possa  esaudire le nostre richieste e provvedere alle nostre necessità.

foto1Veramente una bellissima testimonianza di vita. Ho avuto la gioia di conoscere Maria Grazia nel 2007 a Roma – Belmonte, quando lei ha sigillato l’Alleanza d’Amore al Santuario. Poi, siamo andate insieme a Schoenstatt dove sicuramente lei ha rinnovato la sua Alleanza d’Amore  nel Santuario Originale.

Sono certa che la forza che lei ha ricevuto per non vacillare mai nella fede, neanche e soprattutto nella dura prova della malattia e che la fatta capire il vero significato della vita fu L’Alleanza d’Amore vissuta.

Grazie per questo tuo amore Maria Grazia!  Rimane sempre con noi!      Sr. M. Ivone .

 

 

Gesù davanti alla sofferenza e alla morte, presenta  un atteggiamento di compassione, piange  e nelle sue  lacrime versate  esprime l’essere  umano. Lui  sa che la forza della vita è più forte della morte,  sa che la morte è provvisoria  e  lui  sa bene che ha  il potere di ridare la vita ma, rimane in ogni caso turbato da questa morte che scompone i corpi e, di fronte la tomba di Lazzaro con grande potenza gli  ordina   di  venire  fuori dimostrando  a tutti  che  solo “LUI E’  IL VINCITORE DELLA MORTE”.

Cara  Mafoto3ria Grazia  siamo certi   che  stai godendo  della presenza  di Dio, in comunione di vita e di amore con la Santissima Trinità, con la Vergine Maria Madre Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt, gli angeli e tutti i beati. Questa è la nostra  speranza . Prega per noi, Veglia  sulla tua famiglia  e proteggi sempre  i tuoi piccoli angioletti. ( Marta)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Che vuol dire questo? Chi crede in me, anche se è morto come è morto Lazzaro,vivrà, perché egli non è Dio dei morti ma dei viventi. Cosí rispose ai Giudei, riferendosi ai patriarchi morti da tanto tempo, cioè ad Abramo, Isacco e Giacobbe: Io sono il Dio di Abramo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe, non sono Dio dei morti ma dei viventi: essi infatti sono tutti vivi. Credi dunque, e anche se sei morto, vivrai; se non credi, sei morto anche se vivi. Proviamolo. Ad un tale che indugiava a seguirlo Permettimi prima di andare a seppellire mio padre, il Signore rispose: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu vieni e seguimi. Vi era là un morto da seppellire, e vi erano dei morti intenti a seppellirlo: questi era morto nel corpo, quelli nell’anima. Quando è che muore l’anima? Quando manca la fede. Quando è che muore il corpo? Quando viene a mancare l’anima. La fede è l’anima della tua anima. Chi crede in me – egli dice – anche se è morto nel corpo, vivrà nell’anima, finché anche il corpo risorgerà per non più morire. Cioè: chi crede in me, anche se morirà vivrà. E chiunque vive nel corpo e crede in me, anche se temporaneamente muore per la morte del corpo, non morirà in eterno per la vita dello spirito e per l’immortalità della risurrezione. Questo è il senso delle sue parole: E chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Lo credi tu? – domanda Gesù a Marta -; ed essa risponde: Si, Signore, io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, che sei venuto in questo mondo. E credendo questo, ho con ciò creduto che tu sei la risurrezione, che tu sei la vita; ho creduto che chi crede in te, anche se muore, vivrà, e che chi vive e crede in te, non morirà in eterno.(S. Agostino, Comm. al Vangelo di Giovanni 49, 15).

Il  7 Gennaio 2016 è salita al cielo, a soli 38 anni, il  dott. Agr. ALAGNA MARIA GRAZIA di Marsala,  dopo tre mesi la ricordiamo con grande affetto e commozione.

Orfana di padre a cinque anni, nel 2010 si sposò con Francesco con cui ebbe due figli gemelli ,Vincenzo e Carmelo, oggi di tre anni e mezzo. Giovane donna di fede, elegante e gioiosa, caparbia, umile, sposa e madre  instancabile;

Amò profondamente la vita, la sua famiglia, i suoi figli, il suo lavoro, la natura , i suoi amici, tutti e tutto ciò che la circondava. Impossibile per chi l’ ha conosciuta non innamorarsi di lei.

Affidò a Maria tutta la sua storia, incarnando con la sua vita la parola di Cristo con amore e speranza.

Per 13 anni ha partecipato attivamente alla campagna della Madonna Pellegrina di Schoenstatt e da circa 10 anni al Cammino Neocatecumenale, insieme alla sua famiglia; crescendo in saggezza e fede.

Fece parte del coro della Parrocchia della Santissima Trinità di Marsala, ed ogni giorno  18 del mese era sempre pronta lì a cantare con amore incondizionato a Maria , educando con  il suo esempio i  suoi figli alla preghiera e ad affidarsi alla Vergine.

Nel 2007 sigillò a Roma l’Alleanza d’ Amore con la Madonnina e successivamente nel 2009, portò tra le braccia, insieme al suo futuro sposo, la Madonna Ausiliaria che uscì la prima volta dal Santuario di Schoenstatt in Germania per la nuova evangelizzazione dell’ Europa.

Da circa due anni scoprì una malattia rara e incurabile.  Visse con amore e dignità il suo dolore, e come la Vergine Maria disse con fede quel “SI’” alla volontà di DIO !Si aggrappò a Cristo con la forte convinzione che la storia che il Signore stava facendo per  lei era una storia d’ amore e di salvezza.

Visse la sua vita come un DONO, lodando e ringraziando Dio per le meraviglie che aveva fatto nella sua vita; vivendo e gustando ogni momento della giornata. La sua fede non vacillò mai, neanche nella dura prova della malattia. Capì il profondo significato della vita: L’ AMORE!!

A noi oggi piace ricordarla così.. con il sorriso sulle labbra con la certezza che vive sotto il manto di Maria a cospetto di Gesù e nel profondo dei nostri cuori.

Roma, 18  marzo 2016

                                                                            “Non togliere da noi la tua misericordia.”   (Dn 3, 35)

Carissime famiglie,

La Settimana Santa è ormai imminente e la Chiesa ci invita a contemplare la croce ma  non soltanto come luogo di sofferenza e dolore. Croce non significa tristezza! Il cristiano non può mai essere triste!  Al contrario, siamo chiamati a portare un messaggio di speranza e di fiducia,  un messaggio di gioia e di serenità, pur tra le prove e sofferenze  che la vita ci riserva.

Non si tratta della gioia che nasce dal possedere le cose, ma quella che scaturisce dall’incontro con una persona, Gesù, appunto, che vive  in mezzo a noi.  Non siamo mai soli anche quando ci scontriamo  con problemi  e ostacoli che sembrano insormontabili.

Gesù  consola  le miserie umane e mostra il volto misericordioso di Dio, che si è abbassato e  cammina con noi, come amico e fratello.

Papa Francesco ci insegna che “la misericordia di Dio dà vita all’uomo, lo risuscita dalla morte. Il Signore ci guarda sempre con misericordia : non dimentichiamolo, ci attende con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a lui!  Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, egli sempre ci perdona. È pura misericordia! Andiamo da Gesù!”

Lasciamoci avvolgere dalla misericordia di Dio; confidiamo nella Sua pazienza che sempre ci aspetta; abbiamo il coraggio di tornare a  casa,  lasciamoci amare da lui, e incontreremo la Sua misericordia nei sacramenti. Sentiamo la Sua tenerezza tanto bella, sentiamo il Suo abbraccio e saremo, anche noi, più capaci  di misericordia, di pazienza, di perdono e di amore.

Pensiamo a Maria, nostra Madre e Regina! Ella, che ha accompagnato Gesù nella Via crucis e  ha condiviso al massimo la “compassione” di Dio, ci aiuti a essere miti, umili e misericordiosi con le persone che ci sono vicine.

Domandiamoci:

  • Ho il coraggio di affidarmi alla misericordia di Gesù, di rifugiarmi nel Suo amore, nel Sacramento della confessione?
  • Riesco guardare gli occhi di misericordia della Madonna e chiedo il Suo aiuto?
  • Ricevo e porto con gioia l’immagine della Madonna Pellegrina e riesco a trasmettere questa gioia con un sorriso, una parola o uno sguardo?

Vi auguro una Settimana Santa vissuta pienamente uniti a Gesù.  Insieme, andiamo all’incontro della risurrezione gloriosa, Luce che guida i nostri passi!

Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della Famiglia, vi saluta,  Sr. M. Ivone  

Preghiera dei fedeli: rispondiamo insieme:  Converti i nostri cuori all’amore, Signore!

  1. Per la Chiesa, perche sollecitata dalle parole e dai gesti di Papa Francesco, sia come luce per questa umanità disorientata da profondi cambiamenti e ferita dal peccato, preghiamo:
  2. Per le nostre comunità e per le nostre famiglie, perché siano luoghi di riconciliazione, dove la compassione e il perdono sono più forti dei risentimenti e di ogni motivo di divisione, preghiamo:
  3. Per le persone che sono segnate dal dolore a causa della malattia, della povertà, perche trovino luce e conforto nella fede e nella fraterna carità, preghiamo:
  4. Per i cristiani che, in tante parti del mondo, rendono testimonianza a Cristo anche a prezzo della vita, perché le loro sofferenza e il loro sangue, come quello di Gesù, sia seme fecondo di redenzione per l’intera umanità, preghiamo:

 

Come ogni anno,  ci  prepariamo   all’11° Incontro  Regionale della Famiglia di Schoenstatt   che   si terrà Domenica 10 Aprile   presso l’Hotel Saracen.

Come afferma P. Kentenich : nella Campagna “tutte le forze fondamentali di Schoenstatt diventano efficaci. Non è qualcosa solamente di devozione, né qualcosa solamente strategico o pastorale, bensì un’irruzione di grazie e di vita al servizio della nuova evangelizzazione e trasformazione delle famiglie”.

Fra BenignoQuesto Convegno vuole significare  un giorno particolare di gioia , dal riconoscimento di un bisogno interiore, sempre più vivo e attivo, ad una spiritualità rinnovata e aperta di   preghiera  da condividere  intensamente  con Gesù , Maria e tutti   i fratelli della Campagna.

Siete  tutti invitati a  partecipare , un  invito particolare  che vuol essere anche un modo per condividere la bellezza dell’essere insieme, in un clima di semplicità, di accoglienza e di partecipazione, soprattutto un invito a lasciarsi illuminare da Dio.

Dopo l’arrivo  e l’accoglienza prevista  per  le 8,00 , si pregheranno   le lodi mattutine.

Subito dopo interverranno  Don Daniele  Lozano  “La misericordia nella spiritualità di Padre Kentenich” e il Prof. Giuseppe Savagnore “Annunciare il vangelo nelle periferie”.

Il momento centrale  sarà l’adorazione Eucaristica,   tenuta  da   Don Leoluca Pasqua .

Infine,  dopo il  pranzo,   momento di fraternità e la Solenne Celebrazione Eucaristica  prevista  per le 17,00.

Ci affidiamo  alle Vs. preghiere affinchè lo Spirito ci possa illuminare e farci vivere  insieme uniti da un solo Unico Amore.

Per maggiori  informazioni  potete  contattare  Antonella  e Natale Asaro ai seguenti num.

3279214373-3498614070 – 091/228096  tramite   mail:  nataleasaro@libero.it

Pieghevole 2016 fronte-01 (5) Pieghevole 2016 retro-01 (3)

papaRoma, 28 febbraio 2016.

 

Carissimi responsabile,

Siamo al cuore di quest’Anno Santo Giubilare.

So che tanti di voi state pensando e organizzando dei pellegrinaggi per venire a Roma e visitare anche i nostri Santuari di Schoenstatt.

Vi annunzio  una bella notizia:  abbiamo già stabilito la data per il nostro Incontro Nazionale di quest’anno. Sarà la prima domenica di settembre, il giorno 04.  Il bello di questa notizia è che sarà con noi l’Immagine della Madonna Pellegrina Ausiliaria per l’Europa che dopo l’incoronazione del 8 settembre del 2012 a Schoenstatt a re iniziato il suo pellegrinaggio per l’Europa e ora verrà da noi in Italia da settembre a dicembre 2016.A settembre, dopo il nostro incontro a Belmonte, lei partirà per la Puglia e poi per la Sicilia per tutto il mese di ottobre.

Vi chiedo di guardare le vostre possibilità e fare le vostre richieste in tempo.Vi auguro un ricco tempo di quaresima e una santa preparazione per la Pasqua.

Nel Santuario prego per voi,

Sr. M. Ivone

lettera del 18/02/2016

Carissime famiglie,                                                 

Nella Bolla d’indizione del Giubileo Papa Francesco ha rivolto un invito affinché «la Quaresima di quest’anno giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio» (Misericordiae Vultus, 17).

La Santa Famiglia di Nazareth sa bene la differenza tra  una porta aperta e una chiusa per chi aspetta un figlio, per chi non ha riparo, per chi sta cercando lavoro, per chi deve scampare ad un pericolo. L’invito del Papa è che facciamo delle nostre case  un piccolo grande segno della Porta della misericordia e dell’accoglienza di Dio. È  proprio così che la Chiesa potrà essere riconosciuta, in ogni angolo della terra: come la custode di un Dio che bussa,  di un Dio che non ti chiude la porta in faccia, ma ti accoglie e ti consola, senza accampare scuse.

Con questo spirito dobbiamo vivere il  tempo della Quaresima. Tante Porte Sante sono state aperte, ma c’è una porta  che si deve aprire da dentro! È la porta del nostro cuore: ogni giorno dobbiamo aprirla per ricevere  il perdono di Dio ma anche per dare, a nostra volta, perdono e  accoglienza   ai fratelli che bussano.

Così sarà veramente bello e scopriremo la vera gioia di aver la Madre e Regina Tre Volte Ammirabile che ci viene trovare ogni mese. E’ molto semplice e anche comodo: Lei entra per la  porta della nostra casa che noi apriamo. Sappiamo, però, che la porta più difficile da aprire è quella del nostro cuore, la porta che si apre  da dentro e della quale  soltanto noi abbiamo la chiave. Non dimentichiamoci, allora, che Dio, che è Padre, che è amore e misericordia infinita ci indica  la via sicura   in questo compito: è la nostra Cara Madre e Regina che è entrata tante volte in casa nostra e vede come ci comportiamo. Non perdiamo l’occasione di chiedere a Lei questa grazia: che ci aiuti a vivere bene questo tempo della quaresima. Se ci rivolgiamo a Lei, possiamo essere certi che Ella ci guiderà ad amare gli altri con  il suo cuore di Madre e a perdonarci vicendevolmente .

Domandiamoci:

  • Come sto vivendo questo Anno Santo della Misericordia?
  • Chiedo alla Madre di aiutarmi ad aprire il cuore per dare e ricevere la misericordia?
  • La sua visita in casa mia ha cambiato in qualche modo la mia vita?

 

“Ogni piccolo avvenimento della nostra vita è un saluto  del Padre.” (P. Kentenich)

Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della Famiglia, vi saluta,    Sr. M. Ivone

PREGHIERA DEI FEDELI

Per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, affinché esprimano la loro autorità di pastori come servizio della Chiesa e dell’uomo. Preghiamo:  Donaci, Signore, fedeltà e libertà.

Per i cristiani di tutte le confessioni, perché non si irrigidiscano nelle rispettive dottrine e istituzioni, ma   cerchino con passione la  verità  e la volontà di Dio . Preghiamo:

Per il nostro paese, perché siano stabilite leggi giuste per il bene comune e tutti contribuiscano con responsabilità alla loro attuazione. Preghiamo:

Per ciascuno di noi: il cammino quaresimale ci aiuti a radicare nell’ascolto della Parola e nella preghiera il nostro cercare il Signore. Preghiamo.???????????????????????????????

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Tutta la comunità del Movimento di Schoenstatt è  vicina in questo  triste  momento e partecipa al dolore   della famiglia  di Calogero Tuzzolino, responsabile regionale in Sicilia della Campagna della Madonna Pellegrina Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt. Impegnato nel portare avanti  gli obiettivi  e le finalità della Campagna, pur tra mille difficoltà,  non si è  mai lasciato  andare  da emozionismi  e scoraggiamenti  anzi ha dimostrato nel suo cammino,grazia  al sostegno della  Madre Tre Volte Ammirabile,  tenacia  e forza.  La Madonna  lo  aiuti  a  superare  questo momento   pensando che la morte  è  solo  un passaggio verso la vera vita, quella Eterna,   dove  godremo per sempre   della visione di  Dio e con tutte le persone  che abbiamo  amato e che ci hanno amato.

Sant’Agostino  esprime in questo modo: “Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico” (Discorso 256).

L’annuncio cristiano del paradiso è bella notizia: ci aiuta a vivere con speranza e responsabilità la nostra vita, perché non siamo esseri viventi il cui orizzonte è la morte, ma esseri mortali il cui orizzonte è la vita. L’ultima parola non sarà della morte, ma della vita: il Dio della vita alla fine trionferà e introdurrà i redenti nello splendore della sua gloria senza fine.

Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio,
nessun tormento le toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero;
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi,
la loro speranza è piena di immortalità.
Per una breve pena riceveranno grandi benefici,
perché Dio li ha provati
e li ha trovati degni di sé:
li ha saggiati come oro nel crogiuolo
e li ha graditi come un olocausto.”
(Sapienza 3, 1-6)

Oggi pomeriggio alle ore 16,00 presso  la Chiesa Madre , la comunità  parrocchiale di Marineo celebrerà  la liturgia delle esequie, vogliamo unirci  alla  preghiera perché  il  Signore Gesù morto e  Risorto, accolga il nostro fratello Francesco nella  gioia del Paradiso.

misericordia                                                                     Roma,18.01. 2016

“Non togliere da noi la tua misericordia.”   (Dn 3, 35)

 

Carissime famiglie,

abbiamo appena iniziato un nuovo anno e insieme dobbiamo viverlo come ci suggerisce la  Chiesa nella persona di Papa Francesco: un Anno della Misericordia!
Sicuramente tutti ci siamo scambiati gli auguri in tanti modi e questo è sempre un bel segnodi speranza che ci anima e ci invita a credere nella vita, masappiamo  che con l’anno nuovo non cambierà tutto e che tanti problemi resteranno.
In questa prima lettera del  nuovo anno vorrei farvi risentire  gli auguri che ci ha fatto Papa Francesco nell’Angelus del primo gennaio:
“Sono le parole con cui il Signore stesso chiese di benedire il suo popolo: «Il Signore faccia risplendere per te il suo volto […].»(Nm 6,25-26).
Anche io vi auguro questo: che il Signore posi lo sguardo sopra di voi e che possiate gioire, sapendo che ogni giorno il Suo volto misericordioso, più radioso del sole, risplende su di voi e non tramonta mai! Scoprire il volto di Dio rende nuova la vita.Egli è un Padre innamorato dell’uomo, che non si stanca mai di ricominciare da capo perché vuole rinnovarci e vuole rialzarci ogni volta che cadiamo.Il Signore, però, non promette cambiamenti magici,  non usa la bacchetta :ama cambiare la realtà dal di dentro, con pazienza e amore e chiede di entrare nella nostra vita con delicatezza, come la pioggia nella terra, per poi portare frutto. Sempre ci aspetta e ci guarda con tenerezza. Ogni mattina, al risveglio, possiamo dire: “Oggi il Signore fa risplendere il Suo volto su di me”.
Dio gioisce e si compiace in maniera tutta speciale in Maria. In una delle preghiere più care al popolo cristiano, la Salve Regina, chiamiamo Maria «Madre di misericordia».Ella ha sperimentato la misericordia divina, ed ha accolto nel suo seno la fonte stessa della  misericordia: Gesù Cristo. La Madre, che ha sempre vissuto intimamente unita al Figlio, sa meglio di chiunque altro ciò che Egli vuole: che tutti gli uomini si salvino, e che a nessuno venga mai a mancare la tenerezza e la consolazione di Dio. Maria, Madre di Misericordia, ci aiuti a comprendere quanto Dio ci ama.
Che “la dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio” (Bolla MisericordiaeVultus, 24). A Lei chiediamo che questo anno giubilare  sia una semina di amore misericordioso nel cuore delle persone, delle famiglie e delle nazioni. Affidiamo alla  nostra Madre e Regina della Famiglia il nuovo anno, perché crescano la pace e la misericordia.
Domandiamoci:
  • Sento lo sguardo di Dio misericordioso su di me, quando mi capita di commettere un errore?
  • Chiedo l’aiuto di Maria quando non riesco a perdonare?
Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della Famiglia, vi saluta,        Sr. M. Ivone
PREGHIERA DEI FEDELI
Per il Papa e i vescovi, perché nel loro servizio alla Chiesa  siano confortati dalla sollecita adesione di tutti i fedeli. Preghiamo: Vieni in nostro aiuto, Signore.
Per quanti sono chiamati alla consacrazione religiosa, perché con generosità rispondano all’invito del Signore e gli diano testimonianza con la loro vita casta, povera e pienamente docile alla sua volontà. Preghiamo:
Per  i  poveri,  gli  anziani  e  coloro che soffrono la solitudine,  perché  attraverso  il nostro amore e la nostra attenzione operosa facciano esperienza che Dio è davvero l’Emmanuele, il Dio con noi. Preghiamo:
Per noi che partecipiamo a questa eucaristia, perché possiamo accorgerci  che  Dio  continua  a  compiere meraviglie di grazia per noi e in noi. Preghiamo:

Primo messaggio su YouTube del Santo Padre che, ogni mese, lancerà in questo modo le sue intenzioni universali di preghiera

 

 

 

Papa Francesca conferma la sua volontà di dialogare con tutti e attraverso qualsiasi mezzo.  Durante il Giubileo le sue intenzioni universali di preghiera verranno lanciate attraverso dei video postati su YouTube e tradotti in 10 lingue. Il primo riguarda il dialogo tra uomini e donne di religioni differenti che, se promosso, porterà “frutti di pace e giustizia”.

 (adnkronos: http://www.iltempo.it)

Auguri  di  un  Santo Natale che  Gesù possa  entrare  nei  nostri cuori  e fare visita a tutti noi e in special modo a chi soffre,  ai “piccoli” e agli anziani, a chi è rimasto solo e a chi vivrà un Natale più triste per la perdita di una persona cara.  Buon Natale a chi spera di riuscire a trovare un lavoro e a chi lo ha appena perso, perché non smetta di cercare e sperare! Buon Natale ai  genitori che sperimentiamo  la fatica e la gioia dell’educazione affinchè con l’aiuto  del Signore Gesù, non ci scoraggiamo e perseveriamo sull’esempio dei Santi e soprattutto con la guida   del Fondatore Padre Josef Kentenich  a  continuare  questa missione educativa.   Buon Natale per tutti e un buon  anno 2016 che si apre nella speranza.

Papa Francesco nella notte di Natale dello scorso anno  ha detto : ” Dio ci ama, ci ama tanto che ha donato il suo Figlio come nostro fratello, come luce nelle nostre tenebre. Il Signore ci ripete: «Non temete» (Lc 2,10). Come hanno detto gli angeli ai pastori: «Non temete».  Il nostro Padre è paziente, ci ama, ci dona Gesù per guidarci nel cammino verso la terra promessa. Egli è la luce che rischiara le tenebre. Egli è la misericordia: il nostro Padre ci perdona sempre. Egli è la nostra pace. Amen”.

Auguri  di  cuore    da parte  di Sr. Ivone,  dal Responsabile regionale  Calogero Tuzzolino  e da tutto  il Coordinamento  Regionale e soprattutto  dalle famiglie  della Campagna della Madonna Pellegrina di Schoenstatt.

 

Roma,18.12. 2015

“Non togliere da noi la tua misericordia.”   (Dn 3, 35)

 

Carissime famiglie,

la parola  avvento  indica che Dio si è chinato sull’uomo, ha stretto alleanza con lui ed è entrato nella storia:“Egli è il  Re che, sceso in questa povera provincia che è la terra, si è donato a noi assumendo la nostra carne e diventando uomo come noi”.L’avvento ci invita a gioire di questa presenza e ci fa riscoprire la bellezza di essere tutti in cammino, con fiduciosa speranza, attraverso i sentieri del tempo.

Con l’apertura della Porta Santa siamo entrati in un anno di grazie speciali: ricordiamo le parole di San Giovanni Paolo II:

“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!  Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa ‘cosa è dentro l’uomo’. Solo lui lo sa!”  (22.10.1978)

Per trasformare il mondo, Dio ha scelto un’umile fanciulla di un villaggio della Galilea: Maria di Nazaret, e Le ha rivolto questo saluto: “Rallégrati, piena di grazia, il Signore è con te”. In quelle parole sta il segreto dell’autentico Natale. Dio le ripete alla Chiesa e a ciascuno de noi: Rallegratevi, il Signore è vicino!

“La Vergine Maria è chiamata anzitutto a gioire per quanto il Signore ha compiuto in lei. La grazia di Dio l’ha avvolta, rendendola degna di diventare madre di Cristo. Quando l’Arcangelo Gabriele entra nella sua casa, anche il mistero più profondo, che va oltre ogni capacità della ragione, diventa per lei motivo di gioia, motivo di fede, motivo di abbandono alla parola che le viene rivelata. La pienezza della grazia è in grado di trasformare il cuore, e lo rende capace di compiere un atto talmente grande da cambiare la storia dell’umanità.” (Papa Francesco – 8.12.15)

La gioia deve essere sempre condivisa!  Una gioia la si deve comunicare!

Maria è subito andata a comunicare la sua gioia alla cugina Elisabetta …  Questo è il vero impegno di Avvento: portare la gioia agli altri. La gioia è il vero dono di Natale, non i costosi doni che impegnano tempo e soldi.  Questa gioia noi possiamo comunicarla in modo semplice: con un sorriso, con un gesto buono, con un piccolo aiuto, con un perdono.  Cerchiamo, in particolare, di portare la gioia più profonda, quella di avere conosciuto Dio in Cristo.  Portiamo questa gioia e la gioia donata ritornerà a noi!

Domandiamoci:

  • Com’è la “porta del mio cuore” per dare e ricevere il perdono e la gioia?
  • “Il Signore è misericordioso e grande nell’amore”. E io, come sono nei confronti degli altri?

Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della famiglia, con affetto vi auguro un Buon Natale assieme a tutti i vostri cari, vi saluta,

Sr. M. Ivone

“Nonostante il mondo e il demonio ci minaccino, o tempeste si scatenino su di noi, tu vinci tutti i pericoli e ci concedi il tuo immenso potere. Il tuo cuore, la porta del cielo, è sempre il nostro sicuro rifugio.”    (P. Kentenich)Auguri di Natale

 

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Diventiamo tutti artefici di misericordia, se possiamo asciughiamo qualche lacrima e doniamo un po’ di gioia. Ad imitazione di Maria, siamo chiamati a diventare portatori di Cristo e testimoni del suo amore, iniziando da quelli che Gesù ci ha indicato dicendo “avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere”. Papa Francesco recita l’Angelus in piazza San Pietro e spiega: «Celebrare questa festa dell’Immacolata comporta due cose: accogliere pienamente Dio e la sua grazia misericordiosa nella nostra vita; diventare a nostra volta artefici di misericordia mediante un cammino evangelico». E la figura di Maria diventa la «Madre di un’umanità nuova, la prima salvata dall’infinita misericordia del Padre, quale primizia della salvezza che Dio vuole donare ad ogni uomo e donna, in Cristo. Per questo l’Immacolata è diventata icona sublime della misericordia divina che ha vinto sul peccato. Anche noi lasciamoci abbracciare dalla Misericordia di Dio». E a Maria, ancora una volta il Papa ha affidato la città di Roma: «Oggi pomeriggio mi recherò in Piazza di Spagna, per pregare ai piedi del monumento all’Immacolata e poi andrò a S. Maria Maggiore. Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo pellegrinaggio, che è un atto di devozione filiale a Maria, Madre di Misericordia. A Lei affiderò la Chiesa e l’intera umanità, e in modo particolare la città di Roma».E ha concluso, fra gli applausi scroscianti, chiedendo un saluto per papa Benedetto e dicendo:

« A tutti auguro una buona festa e un Anno Santo ricco di frutti, con la guida e l’intercessione della nostra Madre. Un Anno Santo pieno di misericordia. Per favore, chiedete questo al Signore anche per me che ne ho tanto bisogno».

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Un abbraccio caldo e forte con l’applauso dei fedeli sulla piazza: così si sono salutati sul sagrato di San Pietro i due Papi: quello emerito, Benedetto XVI, e Francesco. Che subito dopo, alle ore 11,12, ha aperto la Porta Santa: con qualche difficoltà: ha dovuto spingere più volte i battenti perchè era troppo pesante. «Fratelli e sorelle, si apre davanti a noi la Porta Santa: è Cristo stesso che, attraverso il ministero della Chiesa, ci introduce nel consolante mistero dell’amore di Dio, amore senza misura che abbraccia l’umanità intera. Disponiamo il nostro cuore all’azione dello Spirito Santo, desiderosi di corrispondere, con gioiosa prontezza, alla comune vocazione cristiana: la santità. Avviamoci in pace nel nome di Cristo», sono state le parole del Diacono. E Francesco ha pregato: «Padre Santo, ricco di misericordia e grande nell’amore, ti lodiamo con tutto il cuore e ti rendiamo grazie per la sovrabbondanza dei tuoi doni. Guarda a noi, che in questo giorno abbiamo aperto la Porta Santa e lieti abbiamo dato inizio al tempo giubilare. Concedi, ti preghiamo, a tutti coloro che varcheranno la Porta della Misericordia, con animo pentito, rinnovato impegno e filiale fiducia, di fare viva esperienza della tua tenerezza paterna e di ricevere la grazia del perdono per testimoniare, in parole e opere, il volto della tua misericordia»  .

(fonte da http://roma.corriere.it/giubileo-2015)

Porta-Santa-Africa-Papa-2-299x505Il Papa ha aperto la Porta Santa della Cattedrale di Bangui, proclamando la città “capitale spirituale del mondo”. Prima di  entrare nella Cattedrale, Papa Francesco si è soffermato davanti alla porta ancora chiusa e rivoltosi al popolo di Dio, ha detto in Italiano: images“Oggi Bangui diviene la capitale spirituale del mondo. L’Anno Santo della Misericordia viene in anticipo a questa terra. E’ una terra – ha aggiunto – che soffre da diversi anni per l’odio, l’incomprensione, la mancanza di pace. Tutti noi chiediamo pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore. Per Bangui, per la Repubblica Centrafricana e per tutti i Paesi che soffrono la guerra chiediamo la pace”. E tutti insieme – ha sollecitato Francesco – chiediamo amore e pace”. Parole che i fedeli hanno ripetuto in coro. “Con questa preghiera cominciamo l’Anno Santo in questa capitale spirituale del mondo qui oggi” .(fonte di http://www.avvenire.it/)

000_TS-Par8343836-755x491Il tenersi per mano contro il tribalismo, le divisioni tra gruppi etnici spesso causa di grandi conflitti, a Kasarani nella repubblica del Kenya. La testimonianza dei martiri ugandesi, uccisi perché cristiani. Il viaggio in Africa di Papa Francesco  vuole  significare l’aspettop  nuovo  del  pontificato di Francesco che testimonia : una Chiesa in USCITA, che guarda alle periferie dell’esistenza, che fa la scelta preferenziale per i poveri e che nella misericordia vede la chiave per leggere i possibili, veri cambiamenti nella vita delle persone e delle comunità.E se l’immagine delle mani che si uniscono nello stadio di Kasarani è messaggio contro quel radicalismo che costruisce muri, allontana le persone, apre la strada al conflitto, ecco la testimonianza di coloro che non si sono fatti prendere dalla paura ma sono stati coraggiosi nel perdono, nell’amore: i martiri. Con la loro testimonianza, ci dicono che sono la“fedeltà, l’onestà, l’integrità della vita che portano quella pace che il mondo non può offrire”.

Per Francesco bisogna avere cura per questo mondo, essere capaci di raggiungere coloro che si trovano in situazioni difficili; capaci di resistere alla tentazione di percorrere delle strade che sono scorciatoie che portano a prevaricare l’altro. È il grande ostacolo della corruzione che mina alla base il bene comune, esclude l’altro, non promuove la dignità della persona. La corruzione, ricordava ai giovani nello stadio di Kasarani, è come lo zucchero: lentamente ti entra dentro, è dolce, ci piace, è facile; “poi finiamo male, finiamo diabetici e il paese si ammala”. Ogni volta che accettiamo una tangente, “distruggiamo il nostro cuore, la nostra personalità e la nostra patria”.
Importante passaggio per un continente dove troppo spesso è proprio la corruzione a impedire un futuro migliore, e costruire un cammino di pace e di riconciliazione. (fonte  da:http://agensir.it/)

Spapa1iamo in  Avvento ci prepariamo alla venuta di Gesù. L’Avvento è memoria del mistero di grazia della nascita di Gesù Cristo. È memoria dell’incarnazione. È memoria delle meraviglie che Dio compie in favore degli uomini. Avvento è la proiezione di vita nuova, di conversione, predisponiamoci e mettiamoci in ascolto della parola facciamo trasformare il nostro cuore  e soprattutto  trasformiamo la notra vita  con i fatti e le opere, prendendo esempio   dal nostro Amato Papa Francesco.

CTxz7CzUYAEC2hZ.jpg-large (1) •redazione di schoenstatt.org

Tutti siamo Parigi. Tutti siamo Francia. Ancora sono emozionata per quanto è successo ieri sera a Parigi, è incredibile a quello che il fanatismo può arrivare a fare”, dice un membro della redazione di schoenstatt.org. Mancano le parole in momenti come quelli di ieri sera, momenti di orrore, di dolore, di morte. Si sente una solidarietà quasi naturale, umana, un sentire di essere famiglia umana, condividendo il dolore dei fratelli di Parigi. Nonostante in questi momenti mancano coloro che approfittano del dolore per la loro propaganda contro i rifugiati.

Papa Francesco ha detto oggi che gli attentati di Parigi non sono giustificati né religiosamente, né umanamente. Questo non è umano” in una breve dichiarazione e fatta nel canale di TV 200, della Conferenza Episcopale italiana

“Sono commosso e sento dolore. Non capisco queste cose, sono difficili da intendere, fatte da esseri umani. Perciò sono commosso, con dolore e prego” ha dichiarato il Pontefice per telefono.

“Sono molto vicino al popolo francese tanto amato, sono vicino ai familiari delle vittime e prego per tutti loro”, ha dichiarato nell’intervista.

“Il Papa Francesco si unisce con la preghiera alla sofferenza delle famiglie colpite da questa strage e al dolore del popolo francese” si legge in un telegramma mandato dal Cardinale Segretario dello Stato, Pietro Parolin all’Arcivescovo della capitale Francese. “Ancora una volta il Santo Padre condanna con forza la violenza, che non risolve niente, ed implora Dio, affinché ispiri in tutti pensieri di pace.”

Testo completo del telegramma:

Signore Cardinale Eccellenza André Ving-Trois, Arcivescovo di Parigi

“Informato degli orribili attacchi che sono avvenuti a Parigi e nello Stato Francese, causando la morte di numerosissime persone e ferendone molte altre, Sua Santità Papa Francesco si unisce con la preghiera alla sofferenza delle famiglie provate da questa strage così come al dolore di tutto il popolo francese. Lui invoca Dio, padre di misericordia, affinché accolga le vittime nella pace della sua luce e porti il conforto, la speranza, ai feriti e alle loro famiglie. Garantisce e a loro, così come a tutte le persone che hanno partecipato ai soccorsi, la sua vicinanza spirituale. Ancora una volta, il Santo Padre condanna con vigore la violenza, che non può risolvere nulla, e domanda a Dio di ispirare a tutti pensieri di pace e di solidarietà e di dare alle famiglie nella prova e a tutti i francesi l’abbondanza delle sue benedizioni“.

Cardinale Pietro Parolin, Segretario dello Stato di Sua Santità.

Un attacco contro la pace di tutta la umanità

“Si tratta di un attacco alla pace di tutta l’umanità, che richiede una reazione decisa e solidale da parte di tutti noi per contrastare il dilagare dell’odio omicida in tutte le sue forme”, segnala una dichiarazione del Direttore del Ufficio Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi SJ.

Padre Lombardi ha affermato che dal Vaticano continuano da vicino i gravi attentati fatti a Parigi (Francia) e insieme con il Papa Francesco ha ripetuto la sua più grande condanna a questi fatti senza precedenti che hanno provocato la vita di 150 persone.

“Siamo sconvolti da questa nuova manifestazione di folle violenza terroristica e di odio che condanniamo nel modo più radicale insieme al Papa e a tutte le persone che amano la pace”, dice il testo.

“Preghiamo per le vittime e i feriti e per l’intero popolo francese. Si tratta di un attacco alla pace di tutta l’umanità che richiede una reazione decisa e solidale da parte di tutti noi per contrastare il dilagare dell’odio omicida in tutte le sue forme”, conclude la dichiarazione.(fonte http:www.schoenstatt.org)

notte

Roma, 18.11.15

                                       “Non togliere da noi la tua misericordia.”   (Dn 3, 35)

Carissime famiglie,

abbiamo iniziato il mese di novembre con la festa di tutti i Santi. Sante sono tutte quelle persone che accolgono la grazia di Dio e la trasformano in opere di bene e in testimonianza concreta della loro fedeltà a Dio. La chiesa ci ricorda che la santità è la vocazione fondamentale di ogni uomo a motivo della santità stessa di Dio: ognuno ha impresso, come sigillo, la Sua immagine. Nella pienezza dei tempi, Dio ha, poi, inviato il Figlio come Redentore, Maestro e Modello.

Papa Francesco ci aiuta a capire il ruolo della Madonna nel nostro cammino verso la santità:

“Io ricordo una volta nel Santuario di Luján ero nel confessionale, davanti al quale c’era una lunga coda. C’era anche un ragazzotto tutto moderno, con gli orecchini, i tatuaggi, tutte queste cose … Ed è venuto per dirmi cosa gli succedeva. Era un problema grosso, difficile. E mi ha detto: io ho raccontato tutto questo alla mia mamma e lei mi ha detto: vai dalla Madonna e lei ti dirà cosa devi fare.

Ecco una donna umile, semplice, una mamma che sa consigliare il figlio. Non sapeva come uscire dal problema del figlio, ma ha indicato la strada giusta: vai dalla Madonna …  Infatti quel ragazzo mi ha detto: ho guardato la Madonna e ho sentito che devo fare questo, questo e questo …”

L’8 dicembre prossimo è la festa liturgica dell’Immacolata Concezione. Papa Francesco aprirà la Porta della Misericordia: chiunque entrerà potrà sperimentare l’amore di Dio che consola, che perdona e che dona speranza. Il Suo amore per noi è così grande che a stento riusciamo a comprenderlo. Egli fin dai primissimi tempi della storia non ha voluto lasciarci soli ed in balia del male. Dopo il peccato di Adamo ed Eva, ha pensato e voluto Maria, la Vergine Santa ed Immacolata nell’Amore, (cfr Ef 1,4). Con il suo “SI” ella è diventata la Madre del Redentore e la Madre nostra. Dinanzi al peccato Dio risponde con la grandezza della Sua Misericordia.

Domandiamoci:

  • Chiedo a Maria e ai santi di aiutarmi a percorrere con entusiasmo e pazienza la strada della santità?
  • Metto in pratica la Parola di Dio e faccio tesoro degli esempi dei santi?
  • Qual è il mio rapporto con la Madonna quando la ricevo in casa mia?

Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della Famiglia, vi saluta,        Sr. M. Ivone

Se la Madre di Dio è l’immagine, la sublime immagine di Dio Padre, allora è chiaro che lei deve essere partecipe in modo eccellente dell’amore misericordioso di Dio Padre. “Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi, anzi i tuoi occhi misericordiosi di madre o di padre”.  Penso che allora capiremo nuovamente che cosa significa, cercare di portare e di realizzare, nella testa e nel cuore, la nuova immagine di figlio, la nuova immagine di padre!  (G.Kentenich 24.11.1967)   

Preghiera dei fedeli:

  1. Per la Chiesa e per Papa Francesco, perché sul modello di Gesù superi ogni prova e persecuzione e conduca il popolo di Dio alla gloria del Paradiso, preghiamo:
  1. Per i cristiani perseguitati affinché trovino in Gesù la forza per sopportare le sofferenze e il coraggio di dare la propria vita per amore di Dio, preghiamo:
  1. Per i missionari della Madonna Pellegrina di Schoenstatt e per tutte le famiglie che l’accolgono nelle loro case, perché sperimentino la presenza di Dio e il Suo Amore, la Sua bontà e Misericordia verso tutti gli uomini, preghiamo:
  1. Per ognuno di noi, affinché la nostra vita d’Alleanza d’Amore ci porti a incontrare e amare Dio nel quotidiano, prodigandoci per il nostro prossimo, preghiamo:

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Un anno dopo…

di Juan Zaforas, Sarah-Leah Pimentel e Maria Fischer •

Un anno dopo è un buon momento per ricordare ciò che Papa Francesco ci ha detto nell’incontro con il Movimento di Schoenstatt in occasione del Centenario di Fondazione. Uno dei grandi progetti del team di schoenstatt.org, è stato quello di iniziare immediatamente dopo l’Udienza a: trascrivere, redigere, correggere, tradurre e pubblicare il Messaggio di Papa Francesco – dapprima su schoenstatt.org, poi con il foglio di lavoro, presentato bene graficamente e in seguito come libro cartaceo ed e-book. Quest’ultimo in collaborazione con l’Editrice Nueva Patris di Santiago del Cile – per diffonderlo e dare spunti sul come lavorare con questo testo, in cui il Santo Padre ci mostra, in un incontro “avvenuto in forma di dialogo. (…)” franco e diretto, la sua visione e le sue attese sui temi intorno ai quali si era articolato lo scambio vicendevole di esperienze e dei “progetti apostolici di queste cinque aree – famiglia, gioventù, pedagogia, nuovo ordine sociale, Chiesa, che sono stati una parte fondamentale della celebrazione giubilare del 2014…” svoltasi direttamente a Schoenstatt. (cfr. Introduzione di Padre José Maria Garcia Sepúlveda).

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“Oro colato”

Il libro pubblicato in cinque lingue – secondo Cristina White di Buenos Aires – è “oro colato”. E soggiunge, che da quando l’ha acquistato lo tiene sempre in mano. E mentre Mercedes Mac Donough l’ha inviato a Cuba e a Venezuela, insieme alle Immagini della Madonna Pellegrina richieste dai luoghi dove non c’è ancora la Campagna, altri l’hanno regalato a vescovi – del Movimento e non – a parroci, amici e colleghi. Il libro è arrivato in Guatemala, Russia, Angola e Lituania, nella Segreteria di Stato Vaticana e al Capitolo della Federazione-Famiglie, e – naturalmente – in alcune librerie di Schoenstatt… È stato possibile acquistarlo da subito, in tutte le lingue e online, presso la Casa Editrice Nueva Patris. E da alcune settimane è stato facilitato l’acquisto dall’Europa, visto che i libri si trovano ora nello “Online Shop” del Centro di Schoenstatt di Memhölz, Germania, in cinque lingue.

Il Ramo delle Professioniste di Città del Capo, Sudafrica, ha elaborato questo testo in tutti i gruppi, i coniugi Gertrud e Norbert Jehle disseminano l’una e l’altra citazione durante gli incontri dell’Accademia della Famiglia, portando sempre una pila di libri, “poiché solo dopo aver lavorato con le citazioni, molte persone chiedono il testo completo e pertanto abbiamo il libro sempre a portata di mano.”

Durante la festa del 25° anniversario del Santuario Cor Ecclesiae a Roma, i libri dell’Udienza in italiano erano finiti, ma la sig.ra Benedicta Schwering ha l’indirizzo di Nueva Patris e farà una riordinazione. Anche dalla Sicilia è arrivata nel frattempo un’ordinazione di 100 esemplari.

Solo in tedesco ne sono stati venduti 610, a un solo anno dall’Udienza.

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Papa Francesco giorno per giorno

Mons. Robert Zollitsch, arcivescovo emerito di Friburgo, Germania – membro dell’Istituto dei Sacerdoti Diocesani di Schoenstatt – ha preso come spunto per la sua predica di settembre a Schoenstatt, davanti a pellegrini della Diocesi di Friburgo, il Messaggio di Papa Francesco al Movimento di Schoenstatt. E un gesuita di Zimbabwe ha sorpreso, con le sue citazioni dal libro dell’Udienza, gli Schoenstattiani che ancora non lo conoscevano.

Sabato, 24.10.2015, Sarah-Leah Pimentel ha pubblicato la 4a parte delle riflessioni sul Messaggio di Papa Francesco – un anno esatto dall’aver ricevuto questo Dono che equivale a Compito.

Per l’anniversario dell’Udienza è stato creato, sulla pagina internet dell’Uruguay, un “angolo di Papa Francesco” e su schoenstatt.org c’è ora (al momento in spagnolo, ma presto anche in tedesco e altre lingue) “Papa Francesco giorno per giorno”, con più di 50 frasi centrali del Messaggio del 25 Ottobre 2014.

(fonte da:http://www.schoenstatt.org)

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Il  Gruppo  Madonna Pellegrina  di Palermo , Venerdì  13 novembre  presso la Parrocchia di San Giovanni Apostolo  alle ore 16,00, organizza un  incontro di Formazione  a cura di Padre Matteo. La tematica dell’anno  sarà “Maria  attraverso l’Arte”.

Siete  tutti invitati   a partecipare……..

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PROGRAMMA UFFICIALE 
      Domenica 22 novembre
       ore 18,00: Celebrazione Eucaristica nella quale S.E.R. il Card. Paolo Romeo saluterà l’Arcidiocesi
       di Palermo
       Sabato 5 dicembre
        ore 16,00: Piazza Pretoria,  incontro con le Autorità e la Cittadinanza
        ore 17,00: Chiesa Cattedrale, Ordinazione Episcopale e inizio del Ministero Pastorale di S.E.R.
        Mons. Corrado Lorefice
     Domenica 13 dicembre
     ore 17,00: Apertura Porta Santa Chiesa Cattedrale
      (dal sito http://www.arcidiocesi.palermo.it)
di Padre Alexandre Awi, Brasile •

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Né “conservatrice”, né “progressista”. Semplicemente Chiesa. Da noi ci sono “conservatori” e “progressisti”, come ce ne sono anche nella Chiesa. Fortunatamente, la ricca pluralità di opinioni e tendenze all’interno della propria Chiesa c’è anche nel nostro Movimento. Non disdegniamo né la Teologia della Liberazione né la Messa in latino, poiché neanche la Chiesa lo fa. Chi pensa che lo faccia, deve cercare di conoscere meglio le posizioni ufficiali della Chiesa. Nel nostro Movimento c’è chi simpatizza per la Teologia della Liberazione e c’è chi simpatizza per la Messa in latino, tanto per fare alcuni esempi di ciò che s’intende normalmente con queste etichette, rispettivamente di “progressista” o “conservatore”. Se la Chiesa accoglie qualcosa legittimamente, può essere accolto anche dal Movimento Apostolico di Schoenstatt. Non siamo né di destra né di sinistra e neanche di centro. Siamo di Chiesa e questa non ha posizione di parte. In temi sociali la nostra bandiera è la Dottrina Sociale della Chiesa. In temi dottrinali, il Catechismo della Chiesa Cattolica. In temi liturgici, gli orientamenti della Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti. E nella nostra Pastorale ci lasciamo orientare dalla CNBB o Conferenza Episcopale del Brasile, la legittima rappresentante della collegialità dei nostri vescovi in Brasile.

A volte si ha l’impressione che le persone più “conservatrici (o più “di destra”) si preoccupino solo dei temi di morale sessuale e della vita (aborto, ideologia gender, eutanasia, matrimonio e famiglia, ecc.) e i più “progressisti” (o più di “sinistra”) dei temi di morale sociale (povertà, ecologia, diritti del lavoratore, difesa degli emarginati, ecc.). La Chiesa, però, si occupa di entrambe le realtà, perché sa che l’una non è più importante dell’altra. Sarebbe incoerente per un cristiano lottare contro l’aborto, ma difendere la pena di morte; o lottare per l’ecologia, ma appoggiare l’ideologia gender! Osserviamo per esempio le posizioni di Papa Francesco: lancia una “enciclica ecologica”, condanna il sistema finanziario vigente nella società, ma si oppone anche all’aborto e all’ideologia gender! L’immoralità sessuale non è maggiore dell’immoralità sociale in cui viviamo né viceversa. Anche se molta gente la pensa così. Oppure, osserviamo anche il nostro Fondatore che, per esempio, ha denunziato sia una “cultura unisex” (che scaratterizza lo specifico dell’uomo e della donna) sia la “ingiustizia sociale” (condannando sia il capitalismo selvaggio sia il marxismo, che egli chiamava bolscevismo).

Gesù Cristo ha un messaggio di gioia e di salvezza per tutte le situazioni della vita dell’uomo, sia nell’ambito sociale che comunitario. Perciò la CNBB, per esempio, ha emesso recentemente dei comunicati ufficiali sia contro l’ideologia gender (che potrebbe sembrare “conservatrice”) sia contro la riduzione della maggiore età penale (che potrebbe sembrare “progressista”). La Chiesa, grazie a Dio, non si lascia né etichettare né inquadrare in queste categorie! La sua unica fedeltà deve essere fedeltà a Gesù Cristo e non a ideologie politiche o di partito.

Il Movimento di Schoenstatt ha pertanto bisogno di riflettere sia sui temi di morale sessuale che su quelli di morale sociale. Deve optare, pregare e combattere per una posizione più cristiana! Le speculazioni non sono sufficienti! (“Penso questo…” o “penso quello…”) La domanda è: “Che cosa pensa Gesù Cristo?!” La Fede Pratica nella Divina Provvidenza – propria della spiritualità di Schoenstatt – ci insegna a chiederci sempre: qual è la volontà di Dio a riguardo?! O che cosa farebbero Gesù Cristo, la Madre di Dio o il nostro Padre Fondatore se dovessero prendere posizione su questo argomento? E per avere aiuto nella riflessione, abbiamo bisogno in primo luogo di ascoltare la voce della Chiesa.

In definitiva, crediamo che essa abbia un’assistenza speciale dello Spirito Santo! Ancor più quando si pronunzia collegialmente: sia in un Concilio, in una Conferenza Episcopale o nella persona del Papa (che parla come capo del collegio episcopale). Una prova recente, per restare agli esempi citati, sono stati i due comunicati, promulgati dalla CNBB. Sinceramente non ho dubbi che, se in Brasile gli lasciassero far leggi, Gesù Cristo opterebbe sia contro l’ideologia gender che contro la riduzione della maggior età penale! Ringrazio i nostri vescovi perché ci illuminano in modo così sicuro. Indipendentemente dai risultati parziali delle votazioni, questa continua ad essere la posizione della nostra Chiesa. Suppongo che i cristiani che la pensano diversamente abbiano motivi sufficienti per giustificare la loro posizione davanti al proprio Cristo. Possono non essere d’accordo, ma che lo facciano con la piena convinzione che è realmente lo Spirito Santo che li sta ispirando!

Di fatto, le persone possono anche non essere d’accordo, individualmente, con qualche orientamento della Chiesa nell’ambito sociale, dottrinale, liturgico o pastorale (sempre che non si tratti di un dogma di fede). Anche la libertà di coscienza fa parte della dottrina della Chiesa! Tuttavia la nostra posizione come Movimento non sarà divergente dalla posizione della Chiesa. E questo vale soprattutto per coloro che occupano posizioni dirigenziali all’interno della nostra Opera.

A Schoenstatt valorizziamo molto la libertà. La legittima libertà di coscienza e di espressione deve essere accompagnata, tuttavia, da un’adeguata formazione della nostra coscienza. Perciò, oltre alla ricerca di vere cognizioni nell’ambito scientifico, politico, economico e sociale, ci lasciamo illuminare decisivamente dalle prese di posizione della Chiesa. Specialmente i nostri direttori e dirigenti hanno bisogno di pensare a questo, prima di postare le loro opinioni nelle reti sociali, poiché tante volte la posizione di un dirigente è vista, soprattutto dalle persone che si affidano a loro, come un’opinione del Movimento e della Chiesa! Con ciò non stiamo “in cima al muro”, sul muro di cinta, come alcuni potrebbero obiettare. Stiamo dentro le mura! Dentro le mura della Chiesa.

E il motivo di tale atteggiamento è semplice: la fedeltà al nostro Padre e Fondatore. In definitiva, Padre Kentenich, persino nei momenti di incomprensione e persecuzione da parte della propria Chiesa, ha seguito in tutto i suoi orientamenti e ha chiesto che sulla sua tomba si scolpisse un’unica frase: “Dilexit Ecclesiam!” (Ha amato la Chiesa). Compendio della sua vita che continua ad essere anche l’atteggiamento dei suoi figli! Il nostro Fondatore, per esempio, ha seguito attentamente il Concilio Vaticano II. Aveva capito, a questo riguardo, che per alcuni aspetti il nostro carisma aveva anticipato il Concilio. Ha accolto pienamente le sue decisioni e ha promesso a Papa Paolo VI che Schoenstatt avrebbe aiutato a recepire e tradurre in pratica gli impulsi del Vaticano II nella vita della Chiesa. Ed oggi, noi suoi figli, non vogliamo agire diversamente!

“Con te, o Padre” recita l’inizio della parola d’ordine di quest’anno della Famiglia di Schoenstatt del Brasile. Anche negli scontri sociali, politici e ideologici, che abbondano in questi tempi, continuiamo a ripetere: “Con te, o Padre, amiamo la Chiesa!”.

(parte integrale  dal sito ufficiale www.schoenstatt.org)
Nota: pubblicato sulla pagina web della JUMAS (Gioventù Maschile del Brasile) e in seguito anche sulla pagina web della Campagna della Madonna Pellegrina, www.maeperegrina.org.br.
Originale: Portoghese. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

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morti

La Commemorazione dei fedeli defunti, cui è dedicata la giornata del 2 novembre, ci aiuta a ricordare i nostri cari che ci hanno lasciato, e tutte le anime in cammino verso la pienezza della vita, proprio nell’orizzonte della Chiesa celeste. Fin dai primi tempi della fede cristiana, la Chiesa terrena, riconoscendo la comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi. La nostra preghiera per i morti è quindi non solo utile ma necessaria, in quanto essa non solo li può aiutare, ma rende al contempo efficace la loro intercessione in nostro favore (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 958). Anche la visita ai cimiteri, mentre custodisce i legami di affetto con chi ci ha amato in questa vita, ci ricorda che tutti tendiamo verso un’altra vita, al di là della morte. Il pianto, dovuto al distacco terreno, non prevalga perciò sulla certezza della risurrezione, sulla speranza di giungere alla beatitudine dell’eternità, «momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità» (Spe salvi, 12). L’oggetto della nostra speranza infatti è il gioire alla presenza di Dio nell’eternità. Lo ha promesso Gesù ai suoi discepoli, dicendo: «Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia» (Gv 16,22).

Alla Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, affidiamo il nostro pellegrinaggio verso la patria celeste, mentre invochiamo per i fratelli e le sorelle defunti la sua materna intercessione.(dal sito http://w2.vatican.va/)

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don corrado

Un parroco diventa arcivescovo in una sede importante, quella del capoluogo siciliano. «Quella di don Corrado Lorefice è un a nomina fuori dagli schemi: è un valido sacerdote e saprà reggere il peso di una sede difficilissima – osserva il vescovo di Mazara del Vallo e delegato Caritas in Sicilia, Domenico Mogavero – Una scelta profetica che darà frutti sorprendenti». Ma «gli serviranno audacia e coraggio: abbiamo fiducia in Francesco, ha scelto una persona di qualità, con ottime referenze», aggiunge l’ex numero tre della cei. Da vicario episcopale della diocesi di Noto alla cattedra più ambita in Sicilia. Sconosciuto al grande pubblico, molto apprezzato nel clero.
Autore di libri su padre Pino Puglisi, sul Concilio Vaticano II e su figure come il monaco Giuseppe Dossetti, è un sacerdote di profonda cultura teologica ed esperto in altri campi, ma anche molto semplice e in linea con il nuovo pastorale impresso da Francesco all’episcopato. Don Corrado nasce in una solida famiglia ma sceglie presto la Chiesa della povertà. Dal balcone della casa paterna si affacciò Marcello Mastroianni nel film «Divorzio all’italiana» di Pietro Germi. Suo padre animava la confraternita di Spaccaforno. Le cronache locali riferiscono la scorsa estate del matrimonio di una nipote di don Corrado. Sull’altare a celebrarlo è un sacerdote per vent’anni missionario in Argentina. Lì divenne amico di un carismatico e austero gesuita: Jorge Mario Bergoglio.
«Don Corrado è stato mio allievo allo Studio teologico San Paolo di Catania, lo conosco fin da ragazzo – spiega l’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi – Per Palermo è la scelta giusta anche perché ha da poco superato i cinquant’anni quindi ha davanti un lungo mandato per programmare interventi profondi e pianificare bene la sua azione in ogni ambito della vita diocesana. Ha tempo e capacità per impostare un lavoro complessivo». Tutt’altro, quindi, che un salto nel buio. «Ha una grande esperienza educativa, è stato vicedirettore del seminario e insegna teologia morale – evidenzia Pennisi – All’impegno accademico ha sempre unito l’attitudine alla carità. Ricordo la tesi sul vescovo sociale Blandini che fu maestro di don Sturzo e i suoi studi sul Concilio». Ma soprattutto, precisa, «don Corrado ha talento pastorale: sa coinvolgere i giovani nelle attività parrocchiali e i sacerdoti di Palermo troveranno in lui ascolto e aiuto». Non un principe della Chiesa distante dalle parrocchie e vicino agli ambienti che contano, bensì «un parroco dalla parte degli ultimi», sottolinea Pennisi. Vangelo della misericordia, non Chiesa d’apparato. (info: vaticainsider.lastampa)

MESSAGGIO DEL CARDINALE PAOLO ROMEO

Lascio a voi immaginare quanti pensieri e sentimenti provo nel momento in cui rendo formalmente pubblica la decisione di Papa Francesco di accettare le dimissioni che, come figlio rispettoso delle norme ecclesiastiche, all’approssimarsi del mio 75° anno di età avevo puntualmente presentato a Sua Santità Benedetto XVI il 10 febbraio 2013. Nello stesso tempo il Sommo Pontefice ha nominato Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice, presbitero della Diocesi di Noto, finora parroco di S. Pietro, Vicario foraneo del Vicariato di Modica e Vicario Episcopale per la pastorale.

Tra questi pensieri e sentimenti ce ne sono due dominanti: com-mozione e trepidazione. Commozione perché in circostanze che si articolano nel linguaggio e nei gesti della quotidianità del nostro vivere, come il ritrovarci insieme questa mattina e le parole che ci diciamo, si segna una tappa importante non solo per la mia vita di ministro del Signore, ma per tutta la comunità diocesana che in questi anni, in piena comu nione con il Successore di Pietro, mi sono sforzato di servire e guidare con il meglio delle mie povere forze. Posso dire di aver cominciato a conoscere ed amare questa Santa Chiesa di Palermo, attraverso l’amicizia che mi legava al compianto Cardinale Pappalardo e a vari suoi collaboratori, ed in seguito, nella qualità di Rappresentante del Santo Padre in Italia, con i frequenti incontri con il Cardinale De Giorgi.

In questi quasi nove anni di ministero ho potuto apprezzare la bellezza di una chiesa particolare che, pur in mezzo a mille problemi e a complesse situazioni sociali, si sforza di continuare ad annunciare la Buona Novella del Vangelo, e di costruire il Regno di Dio in mezzo agli uomini.

Come Padre e Pastore della nostra comunità diocesana, ho potuto conoscere – con lo stupore che suscita lo scoprire l’azione della grazia del Signore nelle nostre vite e nelle dinamiche della comunità ecclesiale – il generoso impegno e la viva sollecitudine di tanti presbiteri, nonchè la dedizione di tante persone consacrate che, fedeli al carisma dei propri fondatori, con la loro opera esprimono il volto sollecito di Dio Padre e della Madre Chiesa, specialmente verso le fasce più bisognose della società. Inoltre ho apprezzato la testimonianza di vita di tanti laici che, fedeli ai loro impegni battesimali, annunziano il Vangelo con le loro opere prima che con le loro parole, adoperandosi per trasmettere quel patrimonio di fede che ci hanno consegnato i nostri padri.

Tutto ciò mi ha fatto sperimentare la veridicità di quanto diceva don Pino Puglisi affermando che “…se ognuno fa qualcosa, insieme possiamo fare molto”. Pur sempre cosciente dei limiti della mia persona umana, ringrazio quanti, con la loro collaborazione, hanno permesso al Popolo Santo di Dio, pellegrino in Palermo, di muovere insieme dei passi sui cammini della santità e dell’evangelizzazione.

In questo contesto non posso non ricordare il 25 maggio del 2013, giorno fulgido per questa chiesa particolare che ha visto un suo figlio, don Pino Puglisi, proclamato martire, perché ucciso in odium fidei ed elevato quindi agli onori degli altari. Non è stato solo un momento esaltante della storia della salvezza della nostra terra, ma uno stimolo forte a lasciarci illuminare dal suo esempio e dalla ricchezza della sua vita presbiterale per un rinnovato impegno nell’opera di evangelizzazione e di promozione umana nella Vigna della quale il Signore ci affida la cura per la cui prosperità tutti i battezzati – nessuno escluso – devono sentirsi coinvolti.

Trepidazione: quando l’angelo si è presentato a Maria per manifestargli il disegno di Dio, Ella trepidò vedendosi dischiudere il cammino concreto che il Signore Le proponeva. Così avvenne per Giuseppe e anche per tutti i personaggi biblici che Dio interpellava per affidare loro una specifica missione che richiedeva, anche se esigente, una generosa risposta.

Oggi il Signore, attraverso il ministero proprio del Vescovo di Roma e Successore di Pietro invia un nuovo Pastore che siamo invitati ad accogliere con gioia: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”.

Nel momento in cui Mons. Corrado ha appreso che Papa Francesco aveva deciso di confidargli l’oneroso ministero di assumere la guida di questa porzione del popolo di Dio che è l’Arcidiocesi di Palermo, avrà certamente sperimentato viva trepidazione.

Ma è anche la trepidazione di noi che siamo chiamati ad accogliere il nuovo Pastore, con la profonda convinzione e la sincera fede che, attraverso l’azione degli uomini, è il Pastore Supremo, Cristo Gesù, che ci guida ad andare incontro ad un Padre che ci ama. Tutti siamo chiamati a sperimentare l’intensità del suo amore specialmente nell’ormai imminente anno giubilare che Papa Francesco ha voluto dedicare alla misericordia.

Eleviamo, dunque, la nostra preghiera al Signore per il nuovo Arcivescovo, affinché sostenuto dalla grazia vivificante, possa servire e guidare questa amata chiesa di Dio che è in Palermo.

Palermo, 27 ottobre 2015

+ Card. Paolo Romeo

Messaggio del Vescovo eletto alla Chiesa di Palermo

Mi rivolgo a voi, cari fratelli e sorelle della Chiesa di Palermo,
con il cuore ancora pieno di stupore per l’inattesa nomina a vostro Vescovo. Quando il Nunzio apostolico in Italia, mons. Adriano Bernardini, mi ha convocato a Roma per confidarmi la scelta di Papa Francesco, ho immediatamente avvertito il senso della mia inadeguatezza. Ma fissando il Crocifisso che mi stava di fronte ho pensato subito alle parole di Paolo: «tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4, 13).
Sostenuto dalla grazia e illuminato dalla Parola del Signore, desidero corrispondere all’opera dello Spirito condividendo tra di voi e con voi un tratto del lungo e ricco cammino di fede, di speranza e di carità della nostra Chiesa di Palermo, convinto che l’edificazione della comunità dei discepoli di Gesù non è frutto di uno sfibrante attivismo, ma dell’azione dello Spirito. Nessuno nella Chiesa è costruttore, ma solo una pietra che Dio pone sulla pietra angolare che è Gesù Cristo (cfr. 1Pt 2, 4-8).
Vengo tra voi con il desiderio non di cominciare, ma di proseguire l’ardua ed esaltante giornata di lavoro – già avviata dai miei venerabili predecessori – nella prediletta vigna piantata dal Signore a Palermo. Attendiamo insieme, con pazienza, il frutto promesso a chi ha la ferma volontà di “perseverare sino alla fine” (cfr. Mt 24, 13), attraversando con umiltà e coraggio il vaglio e la purificazione delle inevitabili prove della storia. Portiamo alta insieme, con l’aiuto di Dio, la fiaccola della fede, custodendo l’anelito al compimento del Regno.
In questo compito mi sento particolarmente legato a tutti i presbiteri, a me carissimi, ai quali intendo dedicare, nel dialogo franco e leale, un ascolto attento, alimentato dalla comune obbedienza al Vangelo e dalla condivisione dell’unico pane eucaristico, sacramento di carità e di unità che Gesù ha lasciato come eredità preziosa ai suoi discepoli.
Ai diaconi, che saluto nel nome di Cristo servo, desidero porgere l’invito a mantenere vigile l’attenzione ai più piccoli, ai più poveri, agli ammalati, così da aiutare tutta la Chiesa ad abitare con verità le vie delle «periferie umane», con la chiara coscienza di «essere inviata soprattutto per i piccoli, gli umili, i poveri, per quelli ai quali si dà senza sperarne nulla (Lc 6, 34-35), senza poterne ricavare un aumento di potere» (G. Dossetti).
Ai cari seminaristi, quali discepoli di oggi e discepoli-presbiteri di domani, auspico di maturare, durante gli anni della loro formazione, il senso del dono totale e incondizionato della vita, sul modello del Signore e Maestro, che ci ha lasciato l’esempio perché ne seguiamo le orme (cfr. 1Pt 2, 21; Gv 13, 15).
Ai religiosi e alle religiose auguro di continuare a far risuonare nella Chiesa le note gioiose della profezia e della speranza, in accordo con la sinfonia dei carismi e dei doni che l’unico Spirito elargisce per il bene di tutti (cfr. 1Cor 12, 4-7).
Il mio paterno saluto va, inoltre, agli operatori pastorali e a quanti vivono e testimoniano la fede nelle nostre comunità parrocchiali e nelle diverse aggregazioni laicali. L’assiduo ascolto della Parola di Dio e la frazione del Pane eucaristico ci provocano a camminare insieme. È questo il significato profondo della parola “sinodo”: essere donne e uomini di fede che sanno ascoltarsi reciprocamente per «discernere le nuove strade che il Signore dischiude alla Chiesa» (Papa Francesco). Una Chiesa ministeriale sulla scia della proposta cristiana del Beato Pino Puglisi – che la provvidenza del Signore mi ha fatto incontrare e con il quale ho collaborato al Centro Regionale Vocazioni di Sicilia – attenta a promuovere e valorizzare tutte le vocazioni nello stile e nella prassi della diaconia, ovvero del servizio di chi sa di dover sempre scegliere di essere il più piccolo e il servo di tutti.
Poiché la condivisione del Vangelo non esclude nessuno, la nostra comunità diocesana promuoverà il dialogo con il mondo della cultura, specialmente con l’Università e con gli altri centri di ricerca e di studio. Prezioso sarà l’apporto della Facoltà Teologica di Sicilia nel mantenere alto il profilo di un confronto serio e arricchente con tutti: con ogni donna e ogni uomo di questa terra che diventa mia, con i fratelli di tutte le confessioni cristiane e di ogni religione. È mia ferma intenzione accogliere tutti, dialogare con tutti.
Ovviamente non possiamo ignorare, come comunità diocesana, la drammatica e dolorosa crisi che i nostri tempi stanno attraversando su più fronti. Contribuiremo a favorire una cultura dell’accoglienza, della legalità, della crescita del bene comune, contro ogni forma di potere oppressivo dell’uomo e del creato, insieme ai responsabili delle istituzioni civili e alle autorità militari, nel rispetto delle competenze e degli spazi di azione propri di ciascuno. Come insegna il concilio Vaticano II, nostra guida nelle scelte pastorali, «la missione propria che Cristo ha affidato alla sua Chiesa non è d’ordine politico, economico o sociale: il fine, infatti, che le ha prefisso è d’ordine religioso. Eppure proprio da questa missione religiosa scaturiscono compiti, luce e forze, che possono contribuire a costruire e a consolidare la comunità degli uomini secondo la legge divina» (Gaudium et spes, 42).
Nel salutare tutti con affetto, faccio mie le parole di S. Agostino: «nei vostri confronti siamo come pastori, ma rispetto al sommo Pastore siamo delle pecore come voi. A considerare il posto che occupiamo, siamo vostri maestri, ma rispetto a quell’unico Maestro, siamo vostri condiscepoli e frequentiamo la stessa scuola» (Esposizione sul Salmo 126).
Mentre vi chiedo un anticipo di comprensione e di indulgenza per i miei limiti personali, affido il mio ministero episcopale alla vostra preghiera e all’intercessione di Maria Santissima, di S. Rosalia, del Beato Pino Puglisi, perché la nostra Chiesa «resa salda nella concordia, ricolma di gioia nella passione del Signore nostro e, irremovibilmente certa della sua risurrezione, goda di ogni dono della misericordia divina» (Ignazio di Antiochia).

Noto, 27 Ottobre 2015

don Corrado Lorefice

Prendetevi cura delle famiglie e siate testimoni della misericordia”.il papa

Il 3 settembre del 2015 Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nella sala del Concistoro, i partecipanti al Capitolo Generale dei Padri di Schoenstatt. Ecco le parole rivolte ai Sacerdoti:

“Cari Fratelli sacerdoti,

sono felice di stare con voi in questo incontro. Ringrazio Juan Pablo per le sue parole, come pure per la testimonianza di affetto a nome dei membri del Movimento. Serbo ancora un vivo ricordo dell’incontro dello scorso anno.

Il V Capitolo Generale che avete appena celebrato ha avuto luogo nel 50° anniversario della fondazione dell’Istituto ad opera di Padre Josef Kentenich. E dopo questi anni di cammino, vi preoccupa mantenere vivo il carisma fondazionale e la capacità di saperlo trasmettere ai più giovani. Preoccupa anche me che lo mantengano e lo trasmettano, in modo che continui a ispirare e a sostenere la loro vita e la loro missione. Voi sapete che un carisma non è un pezzo da museo, che resta intatto in una vetrina, per essere contemplato e nulla più. La fedeltà, il mantenere puro il carisma, non significa in alcun modo chiuderlo in una bottiglia sigillata, come se fosse acqua distillata, affinché non sia contaminato dall’esterno. No, il carisma non si conserva tenendolo da parte; bisogna aprirlo e lasciare che esca, affinché entri in contatto con la realtà, con le persone, con le loro inquietudini e i loro problemi. E così, in questo incontro fecondo con la realtà, il carisma cresce, si rinnova e anche la realtà si trasforma, si trasfigura attraverso la forza spirituale che tale carisma porta con sé.

Padre Kentenich lo esprimeva molto bene quando diceva che bisognava stare «con l’orecchio nel cuore di Dio e la mano nel polso del tempo». Sono questi i due pilastri di un’autentica vita spirituale. Da una parte, il contatto con Dio. Egli ha la priorità, ci ha amati per primo; prima che ci venga in mente qualcosa, Lui ci ha già preceduti con il suo amore immenso. E San Paolo ci avverte di non attribuirci cosa alcuna, come se fosse nostra, perché la capacità ci viene da Dio (cfr. 2 Cor 3, 4-6). Oggi, nell’Ufficio divino, la lettura di San Gregorio Magno ci parlava del sacerdote che è posto come vedetta in mezzo al popolo, per vedere da lontano tutto ciò che si avvicina (cfr. Omelia su Ezechiele, Lib. 1,11,4). Così è il sacerdote. Mi riferisco al sacerdote sveglio, perché quello addormentato, per quanto in alto stia, non vede nulla. Così è il sacerdote. Come il resto dei suoi fratelli, anche lui sta nella pianura della sua debolezza, delle sue poche forze. Ma il Signore lo chiama perché si elevi, perché salga sulla torre di vedetta della preghiera, all’altezza di Dio; lo chiama a entrare in dialogo con Lui: dialogo di amore, da padre a figlio, da fratello a fratello, dialogo nel quale si sente il battito del cuore di Dio e s’impara a vedere più lontano, più in profondità. Mi ha sempre colpito la figura di Mosè, che stava in mezzo al popolo, in mezzo ai guai, alle lotte con il faraone, a problemi gravi da risolvere. Come quando stava sulle rive del mare e vide arrivare l’esercito del faraone: «Cosa faccio ora?». Un uomo che Dio ha chiamato a essere vedetta. Lo ha fatto salire in alto e gli ha parlato faccia a faccia. Che tipaccio!, avremmo detto noi. E cosa dice la Bibbia? Che era l’uomo più umile che ci fosse sulla faccia della terra. Non ci è stato altro uomo così umile come Mosè. Quando ci lasciamo elevare fino alla torre di vedetta della preghiera, all’intimità con Dio per servire i fratelli, il segno è l’umiltà. Non so, confrontatevi con ciò. Invece, quando siete un po’ “galletti”, un po’ sufficienti, è perché siamo a metà strada o crediamo di bastare a noi stessi.

Il Signore ci aspetta nella preghiera — per favore non la lasciate —, nella contemplazione della sua Parola, nella recita della Liturgia delle Ore. Non è un buon cammino trascurare la preghiera o, peggio ancora, abbandonarla con la scusa di un ministero assorbente, perché «se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» (Sal 127, 1). Sarebbe un grave errore pensare che il carisma si mantiene vivo concentrandosi sulle strutture esterne, sugli schemi, sui metodi o sulla forma. Dio ci libera dallo spirito del funzionalismo. La vitalità del carisma si radica nel «primo amore» (cfr. Ap 2, 4). Dal secondo capitolo di Geremia: «Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza… quando mi seguivi nel deserto». Il primo amore, tornare al primo amore. Il primo amore, rinnovato ogni giorno, nella disposizione ad ascoltare e a rispondere con generosità innamorata. Nella contemplazione, aprendoci alla novità dello Spirito, alle sorprese, come tu hai detto, lasciamo che il Signore ci sorprenda e apra cammini di grazia nella nostra vita. Si opera in noi questo sano e necessario decentramento, nel quale ci facciamo da parte affinché Cristo occupi il centro della nostra vita. Per favore, siate decentrati. Mai nel centro.

Il secondo pilastro è costituito dall’espressione: «tastare il polso del tempo», della realtà, delle persone. Non bisogna avere paura della realtà. E la realtà bisogna prenderla come viene, come il portiere quando tirano la palla e da lì, da dove viene, cerca di pararla. Lì ci attende il Signore, lì si comunica e si rivela a noi. Il dialogo con Dio nella preghiera ci porta anche ad ascoltare la sua voce nelle persone e nelle situazioni che ci circondano. Non sono due orecchie diverse, una per Dio e l’altra per la realtà. Quando ci troviamo con i nostri fratelli, specialmente con quelli che ai nostri occhi o a quelli del mondo sono meno gradevoli, che cosa vediamo? Ci rendiamo conto che Dio li ama, che hanno la stessa carne che Cristo ha assunto o resto indifferente di fronte ai loro problemi? Che cosa mi chiede il Signore in quella situazione? Tastare il polso alla realtà richiede la contemplazione, il rapporto familiare con Dio, la preghiera costante e tante volte noiosa, che però sfocia nel servizio. Nella preghiera impariamo a non passare alla larga di fronte a Cristo che soffre nei suoi fratelli. Nella preghiera impariamo a servire.

Il servizio, nota dominante nella vita di un sacerdote! Non per niente il nostro è un sacerdozio ministeriale, al servizio del sacerdozio battesimale. Voi siete, praticamente, l’ultima realtà del Movimento fondato da Padre Kentenich; e ciò racchiude una grande lezione, è qualcosa di bello. Questo essere gli «ultimi» riflette in modo chiaro il posto che occupano i sacerdoti in rapporto ai loro fratelli. Il sacerdote non sta più in alto, e neppure più avanti degli altri, ma cammina con loro, amandoli con lo stesso amore di Cristo, che non è venuto per essere servito ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti (cfr. Mt 20, 28). Credo che sia questo in sostanza quello che il vostro fondatore ha voluto per i sacerdoti: servire disinteressatamente la Chiesa, tutte le comunità, il Movimento, per conservarne l’unità e la missione. Il sacerdote, da una parte deve salire sulla torre di vedetta della contemplazione per entrare nel cuore di Dio, dall’altra deve abbassarsi — progredire è abbassarsi nella vita cristiana — deve abbassarsi nel servizio, e lavare, curare e bendare le ferite dei suoi fratelli. Tante ferite mortali e spirituali, che li tengono prostrati fuori dal cammino della vita. Chiediamo al Signore di darci una schiena come la sua, forte per caricarci sopra quanti non hanno speranza, quanti sembrano essersi smarriti, quelli ai quali non si dedica neanche uno sguardo… E, per favore, che ci liberi dallo escalofonismo [rampantismo] nella nostra vita sacerdotale.

Indubbiamente è un compito esigente, che diventa tollerabile e persino bello con la fraternità sacerdotale. Per favore, soli mai. Il ministero presbiterale non si può concepire in modo individuale, o, peggio ancora, individualista. La fraternità è una grande scuola di discepolato. Presuppone un grande dono di sé a Dio e ai fratelli, ci aiuta a crescere nella carità e nell’unità, e fa sì che la nostra testimonianza di vita sia più feconda.

Non siamo noi a scegliere i nostri fratelli, ma sì, siamo noi a poter fare l’opzione cosciente e feconda di amarli così come sono, con difetti e virtù, con limiti e potenzialità. Per favore, che nelle vostre comunità mai ci sia indifferenza. Comportatevi da uomini. Se sorgono discussioni o diversità di opinioni, non vi preoccupate, meglio il calore della discussione che la freddezza dell’indifferenza, vero sepolcro della carità fraterna. Alla fine, con l’amore, la comprensione, il dialogo, l’affetto sincero, la preghiera e la penitenza, tutto si supera, e la fraternità acquista nuova forza e nuovo slancio, colmando di gioia il vostro sacerdozio. Imparate a sopportarvi, a litigare e a perdonare. Soprattutto, imparate ad amarvi.

Contemplazione, servizio, fraternità. Vorrei condividere con voi questi tre atteggiamenti che possono essere di aiuto nella vita sacerdotale.

Al termine del nostro incontro, permettetemi di affidarvi umilmente tre cose. In primo luogo, accompagnate le famiglie e prendetevene cura, esse hanno bisogno di essere accompagnate, affinché vivano santamente la loro alleanza di amore e di vita, soprattutto quelle che attraversano momenti di crisi o difficoltà. In secondo luogo, e pensando al prossimo giubileo della misericordia, dedicate molto tempo al sacramento della riconciliazione. Siate grandi perdonatori, per favore. A me fa bene ricordare un frate di Buenos Aires, che è un grande perdonatore. Ha quasi la mia età e a volte gli viene il dubbio di aver perdonato troppo. Un giorno gli ho chiesto: «E che cosa fai quando ti viene il dubbio?», «Vado in cappella, guardo il sacrario e gli dico: “Signore, perdonami, oggi ho perdonato troppo, ma sia chiaro che il cattivo esempio me lo hai dato tu!”». Che le vostre comunità siano testimoni della misericordia e della tenerezza di Dio. E in terzo luogo, vi chiedo di pregare per me, perché ne ho bisogno. Vi affido con affetto alle cure della nostra Madre tre Volte Ammirabile. E che Dio vi benedica. Grazie.”

Articolo e foto: schoenstatt.org

Foto dal sito del Vaticano

Carissimi

un anno fa abbiamo celebrato il grande giubileo di Schoenstatt – 100 anni d’Alleanza d’Amore.

Sentiamo la testimonianza di uno dei ragazzi, che il 18 Ottobre 2014 ha portato l’Immagine della Madre e Regina percorrendo tutto l’anfiteatro:

“… ora, riflettendo, mi rendo conto che io stesso, durante la processione, non potevo vedere l’Immagine, verso la quale rivolgevano tutti lo sguardo e gioiosi acclamavano e salutavano, perché la tenevo sollevata al di sopra di me. Però riuscivo a vederla proiettata nei volti delle persone che la guardavano. Loro erano per me come un riflesso che rispecchiava la Madre con il Figlio. – Ero proprio io che La portavo!  In quest’esperienza mi si è impresso il risultato di una fede mariana, come ho imparato a Schoenstatt: Lei fortifica le mie spalle  e mi dona un incontro a tu per tu. Il ricordo degli sguardi dei pellegrini nell’anfiteatro è per me una nuova Immagine di Maria”. (Raphael Troxler)

Camminando con Maria verso l’Anno Santo  della Misericordia, che è già alle porte, La testimonianza di Raphael ci aiuti a incontrare Gesù negli altri!

Per questo 18 ottobre 2015, uniti come Famiglia, vogliamo ringraziare dei 101 anni di presenza, nel Santuario Originale, dell’Immagine della Madre, Regina e Vincitrice tre volte Ammirabile di Schoenstatt e ringraziamo anche coloro che, nell’Alleanza d’Amore, come piccoli strumenti, si sono lasciati trasformare in una viva immagine di Maria.

Non importa dove abbiamo celebrato il giubileo del centenario, che cosa abbiamo visto, letto, ecc. Quello che conta è l’amore con il quale abbiamo potuto comprendere, nei nostri cuori, i suoi frutti.

Domandiamoci:

  • Quali avvenimenti si sono impressi nel mio cuore?
  • Dove, come e quando ho visto nelle persone un “riflesso della Madre con il Figlio?”
  • Con quale atteggiamento ho “portato la Madonna” agli altri?

Padre Kentenich ci aiuterà a rispondere queste domande:

“Se pertanto riuscissimo a guardare il volto del Dio eterno, di Dio Padre, dovremmo ricordare che il primo amore di Dio è il suo amore misericordioso, la sua amorevole misericordia. Così dice S. Paolo: “Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione!” (2 Cor 1,3). Che cosa vuol dire? Come è il volto, il cuore di Dio? È semplicemente un cuore misericordioso, un cuore ricco di misericordia. S. Giovanni (1Gv 4,16) lo esprime con queste parole: “Deus caritas est” – Dio è amore”!

(cfr. P. Kentenich – Prediche del Lunedì sera, traduzione dall’Ed. tedesca, vol. 5, p.235)

Dal Santuario, unita alla nostra Madre e Regina della Famiglia, vi saluta,

                                                                                    Sr. M. Ivone

Alleanza d’Amore:

O mia Signora e Madre mia, io mi offro interamente a te e per testimoniarti la mia dedizione ti consacro oggi i miei occhi, le mie orecchie, la mia bocca, il mio cuore e tutto me stesso. Poiche ti appartengo, o buona Madre, proteggimi e custodiscimi come bene e proprietà tua. Amen.

Roma, 18 settembre 2015                 

Carissime famiglie,

dopo le vacanze estive, siamo  ormai nel pieno delle nostre attività e vogliamo iniziare questo nuovo anno pastorale alla luce della misericordia di Dio.  Non vogliamo farlo da soli:  la fede ci invita a cercare il Signore, ad affidarci a Lui che è Padre, ricco in misericordia, e a lasciarci prendere per mano dalla Madonna, la nostra alleata.

La celebrazione del 11° anniversario del Santuario Matri Ecclesiae, a Belmonte, il 6 settembre, ci ha riempito di grande gioia e ha rinnovato la nostra fede nell’Alleanza d’Amore con la Madonna e nel mistero della sua presenza nel piccolo Santuario. La sua presenza materna, come Madre della Chiesa, ha trasformato le poche ore in cui siamo stati riuniti, in una vera e propria esperienza di famiglia, dove Dio era al centro. La giornata stessa è stata la prova più evidente che lei è la Madre e la Regina della famiglia!

Come è di vostra conoscenza, p. Giovanni Riba è tornato a Cordoba,  in Argentina, per motivi di salute. Egli ci ha scritto: Nei prossimi giorni dovrò sottomettermi ad una angioplastica nel cuore. Il post operatorio sarà un po’ lungo. Continuo a portarvi nel mio cuore. Mi affido alla vostra preghiera e vi invio la mia benedizione sacerdotale.

Questo è il motivo per cui da ora in poi la lettera che vi arriverà per il 18 di ogni mese verrà scritta da me.

Ho pensato di prendere come tema centrale gli spunti sulla Misericordia, visto che l’Anno Santo si aprirà l’8 dicembre 2015, solennità dell’Immacolata Concezione, e si concluderà nella solennità liturgica di Gesù Cristo Signore dell’universo, il 20 novembre 2016.

Meditiamo su questi  pensieri:

Gesù Cristo volto della misericordia del Padre

„Per vivere con intensità e partecipazione interiore il Giubileo della misericordia, capirne il senso profondo di rinnovamento spirituale, è necessario, anzitutto, attingere luce e motivazione alla scuola della Parola di Dio, così come è richiamata dalla bolla papale di indizione del Giubileo.

La bolla Misericordiae Vultus sottolinea il fatto che già l’Antico Testamento, per descrivere la natura di Dio, ricorre al binomio: “paziente e misericordioso”. In realtà, l’essere misericordioso di Dio trova riscontro concreto in tutte quelle azioni della storia della salvezza nelle quali la bontà prevale sulla punizione e la distruzione. Alla luce della storia della salvezza, la misericordia divina non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Dio rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre, che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. „

+Ignazio Sanna, Arcivescovo di Oristano

“Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, « ricco di misericordia » (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come «Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà » (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella «pienezza del tempo» (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona  rivela la misericordia di Dio.”                                                                                                                     Misericordiae Vultus

Anche il nostro Santuario è il luogo dell’incontro con la grazia di Dio. Lì, Maria, la Madre di Misericordia, chiama ciascuno di noi all’abbraccio con suo Figlio e ci incoraggia nel nostro cammino,  affinché la nostra debolezza e i nostri peccati non tolgano da noi la libertà interiore di partire e andare incontro al Padre che ci aspetta sempre, con lo sguardo fisso all’orizzonte, fino a quando non vedrà il figlio venirgli incontro. Lasciamoci avvolgere dallo sguardo misericordioso di Maria, la Madre Tre Volte Ammirabile, e impariamo da Lei a essere altrettanto misericordiosi con i nostri fratelli.

Dal Santuario della Madre della Chiesa, Madre e Regina della famiglia,

vi saluto,

Sr. M. Ivone

p. giovanniRoma, 18 maggio 2015

“Gesù fissando lo sguardo su di lui lo amò…” (Mc 10,21)

CARISSIMI,

Il ritornello di una bella canzone schoenstattiana dice: “Con occhi di misericordia, con questi occhi guardaci adesso”. In questo mese di Maria che stiamo trascorrendo vogliamo lasciarci guardare da Maria e guardare con predilezione le famiglie che ci ha affidato.

Di Gesù dice il Vangelo: “fissando lo sguardo su di lui lo amò…” (Mc 10,21). Quante volte nella vita quotidiana sentiamo: “ha gli occhi della mamma, lo stesso sguardo”. Anche noi, negli occhi di Maria abbiamo scoperto lo sguardo di Gesù. È uno sguardo che ci “ha trafitto il cuore” (cfr At 2,37) perché è stato uno sguardo d’amore personale, inaspettato  e sconvolgente. Quando Maria ama, ama fino in fondo. Quando Maria ci sceglie, rimane fedele tutta la vita, senza spaventarsi della nostra debolezza e perfino del nostro peccato. Il suo sguardo non ci fa invecchiare anzi ci ringiovanisce. A Joao Luiz Pozzobon piaceva ricordare specialmente nei momenti di tempesta nella sua vita: “Mi basta il tuo sguardo”. Se contemplate l’immagine della Madonnina di Schoenstatt, troverete che è una Vergine che ti guarda. Cerca il rapporto con noi. La vocazione d’ogni missionario si sostiene su questo sguardo, che risveglia l’amore, dona luce alla mente e rinfranca la volontà. Pensate che ognuno di voi è stato guardato in una maniera unica e indimenticabile il giorno che ha deciso di diventare missionario di questa Madonnina con un’ occhiata semplice ma serena e tenera.

Il Vangelo racconta: “…Gesù vide un uomo, chiamato Matteo…e gli disse: seguimi” (Mt 9, 9). Lo sguardo di Gesù viene accompagnato da una parola forte e decisa: “seguimi”. Il cristianesimo non è solo una religione di contemplazione ma d’azione, superando il rimprovero che ascoltarono gli apostoli dopo l’Ascensione: “uomini di Galilea perché state a guardare il cielo?” (At 1,11), così come Paolo e tanti cristiani dei quali nemmeno conosciamo il nome, essi portavano il Vangelo in modo instancabile e genuino a tutti. Pensiamo a l’umile carceriere di Filippi che dopo essere stato salvato da Paolo dal suicidio, trova “la salvezza” e si lascia battezzare con tutta sua famiglia (cfr At 16, 22-34). Anche noi come missionari ci siamo messi in cammino dopo lo sguardo di Maria. Vogliamo contemplare le famiglie affidateci con gli occhi della Madonna.

Una volta Papa Francesco ha domandato: “quando dai una moneta a un povero, lo guardi?”. Come è facile riempire la nostra vita con gesti incoscienti, diventando così uomini e donne che guardano se stessi e alla fine raccolgono quello che hanno seminato: la solitudine. La Madonnina tramite la sua visita domestica vuole ricostruire la rete di legami tra noi, fatta di sguardi profondi. Non sarebbe forse un bel fioretto in questo mese di Maria che quando vado a portare l’immagine di grazia alla famiglia guardo in maniera speciale chi la riceve nella sua casa? Anche noi come missionari dobbiamo avere lo sguardo di Maria sulle famiglie e sulle persone alle quali portiamo la Madonnina.

Domande:

  • Sono consapevole che Maria mi guarda con occhi misericordiosi?
  • Quando vado a portare la Madonnina, guardo le persone negli occhi oppure è un gesto quasi meccanico di consegna?

Ricordate di pregare per l’incontro delle missionarie in Puglia (23 maggio). Mi affido alla vostra preghiera e vi invio la mia benedizione sacerdotale      P. GIOVANNI RIBA

Quello che ha rallegrato il Tuo sguardo, Padre,
torni alla fonte di Grazia che sorge dal Santuario
in onore Tuo, del Figlio e dello Spirito Santo
(P. Kentenich: verso il cielo)

Maria Tedeschi 2Maria Tedeschi, mamma del nostro caro P. Ludovico, l’11 maggio ha compiuto 90 anni, circondata dall’affetto dei figli, nipoti e pronipoti e dall’affetto di tutta la famiglia internazionale di Schoenstatt. Dal 2004 infatti, si occupa di tradurre articoli dallo spagnolo all’italiano e viceversa, per il sito internazionale schoenstatt.org. In centinaia di articoli si legge in calce: “tradotto in italiano da Maria Tedeschi” dando a noi italiani la possibilità di conoscere il Movimento nel mondo.
Personalmente da molti anni ho contatti con lei tramite e-mail, e mi ha sempre stimolato e incoraggiato ad andare avanti con la Campagna della Madonna Pellegrina di Schoenstatt in Sicilia, sopratutto nei momenti di difficoltà, ha contribuito nel far crescere in me l’amore ed il senso di appartenenza ad una grande famiglia internazionale.

Un grande abbraccio dalla famiglia di Schoenstatt in Sicilia, ti siamo grati e ti auguriamo di continuare a dare il tuo contributo a Schoenstatt con la stessa passione e lo stesso amore, come hai fatto fino ad ora.

Calogero Tuzzolino.

 

IMG_9696Palermo, Patrizia Carollo, giornalista: La famiglia non è sempre e solo quella d’origine. Gesù diceva d’altronde: “Lascia tutto e seguimi. La tua famiglia sarà centuplicata”. Ebbene, esiste così anche la “Famiglia di Schoenstatt”, voluta e pensata dal suo fondatore, p. Giuseppe Kentenich, che nel 1914 in Germania insieme con un gruppo di seminaristi si è consacrato alla Madonna, in una cappella, divenuta poi il Santuario della Madonna di Schoenstatt. Tale consacrazione è stata chiamata “Alleanza d’Amore” ed è divenuta il fulcro dell’intero Movimento che nel tempo si è diffuso in tutto il mondo con circa 200 repliche fedeli del Santuario originale. Da uno di questi santuari “filiali” nel sud del Brasile, nel 1950, il Servo di Dio Giovanni Pozzobon cominciò a portare l’immagine della Madonna di Schoenstatt in giro per le famiglie, le carceri, gli ospedali, le scuole, fino a farne la missione della sua vita, con lo scopo di aiutare Maria a portare Gesù a tutte le “periferie”.  Tale missione è arrivata in Italia nel 1997, i suoi responsabili sono Padre Giovanni Riba e Suor M. Ivone Zenovello. Sempre più numerose le parrocchie e le Diocesi coinvolte, con migliaia di famiglie che mensilmente ricevono l’icona della “Madre tre volte ammirabile”. Vi chiederete, perché tre volte? In quanto figlia di Dio Padre, Madre di Gesù e Sposa dello Spirito Santo.

Il 19 aprile, all’Hotel Saracen, la “Famiglia di Schoenstatt” si è riunita in Sicilia per il consueto incontro regionale (il 10° quest’anno) per far stare insieme un giorno la gente che condivide l’ideale. Almeno 1500 le persone presenti, arrivate da tante diocesi, con lo scopo di pregare e condividere la missione che papa Francesco nell’ottobre 2014, durante il giubileo per i 100 anni della fondazione, ha affidato per il 2015 e gli anni a venire, con queste parole: «Nell’impartirvi la benedizione, v’invio come missionari per i prossimi anni. V’invio non nel mio nome ma in nome di Gesù. V’invio non soli, ma per mano della nostra Madre, Maria, e nel seno della nostra Madre, la Santa Chiesa. V’invio nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».

Fra BenignoChi si prodiga a beneficio dell’evangelizzazione con la Madonna pellegrina non lo fa, dunque, né per devozione, né per una strategia esclusivamente pastorale, ma perché ha sentito d’aver ricevuto una grazia (“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, Mt 10,8) e desidera “ricambiare”, mettendosi al servizio della trasformazione delle coscienze e delle famiglie. Come ha ricordato, peraltro, Fra’ Benigno, di Gesù povero dei Frati minori Rinnovati, al convegno: «La Madonna, Maria, è sempre stata una mamma-educatrice. Gesù ha imparato con lei a mangiare, a parlare, a pregare. E dal cielo, la Madonna continua a essere una mamma educatrice. Il motto di Schoenstatt, però, dice: “Nulla senza di te, nulla senza di noi”. Cosa ci viene, dunque, richiesto? Di divenire le sue orecchie, i suoi occhi, le sue mani. Abbiamo il compito di portare gli uomini a credere nella vita che verrà, a credere in Gesù». E quindi, l’invito resta chiaro, dice sempre Fra’ Benigno: «Occorre rinfrancare la propria fede e, convertiti, divenire poi tutti come Giovanni Pozzobon che ha portato Maria famiglia per famiglia. Ma per realizzare ciò, occorre comprendere prima cos’è la Fede». Il nostro francescano, esorcista della diocesi di Palermo, ci da’ dei consigli: «La fede trasforma la vita, perché prendiamo consapevolezza che abbiamo un Dio-padre che ci ama, alla stessa maniera in cui ama il proprio Figlio. Questa realtà, però, noi non l’apprendiamo autonomamente, ma sempre tramite Gesù. La “presa di salvezza” è, quindi proprio, la luce di Gesù morto e risorto». E continua, nell’indicarci cosa invece Fede non è: «Fede non è la semplice conoscenza delle verità di Fede, conoscere cioè a menadito i testi sacri. Non è solo andare a messa la domenica, o sposarsi o battezzare il proprio figlio in chiesa. Fede non è nemmeno divertimento o folclore, né fanatismo o magia». «Fede è – invece conclude – fidarsi di Dio, della sua Parola, qualsiasi cosa accada nella nostra vita. Credere che Dio ti ama anche se ti muore un figlio. Perché se Dio non interviene, non è perché non ci ama ma perché ha un progetto d’amore per noi. Se no, come avrebbe potuto far andare a morte suo Figlio?».

Antonella Vernengo, di Misilmeri, nell’ascoltare queste parole al convegno ci confida d’avere come l’impressione che Fra’ Benigno stia parlando proprio a lei. Le abbiamo chiesto se si sentiva di darci la sua testimonianza scritta (considerato il contesto, un ritiro spirituale) e la risposta è stata positiva. Quindi, eccola: «Mi chiamo Antonella, moglie di Tony, mamma di Gaia, e di Giorgia, il mio angelo, tramite cui ho conosciuto la Madonna di Schoenstatt. Mia figlia, una bambina splendida, intelligentissima, si è ammalata di leucemia a sei anni (settembre 2013). Ha iniziato un protocollo di cura che a marzo 2014 non ha più dato esito positivo. I medici hanno così deciso per lei una nuova chemio, alla quale se non avesse risposto, l’avrei persa. Siamo ad aprile, quando nella mia parrocchia arriva la Madonna di Schoenstatt: mi viene proposto di portare la Madonnina in casa ma rifiuto. Il 25 aprile apprendo però che la malattia di Giorgia non ha risposto alla nuova chemio».  Evitiamo di guardarla, per non interrompere il suo flusso d’idee. La signora Antonella, però in maniera insospettabile forse anche a se stessa, sta realizzando l’ideale della Madonna di Schoenstatt: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Infatti, leggeremo: «Distrutta dal dolore di perdere mia figlia, mi aggrappo a tutto, comincio a pregare Dio e la Madonna: spero in un miracolo. Per la seconda volta mi chiedono se voglio la Madonna Pellegrina a casa e accetto. E’ con me adesso, fra le mie mura domestiche, la osservo, le passo accanto, ma non riesco a rivolgermi ugualmente a lei. Piena di sofferenza per vedere anche mia figlia soffrire, penso che se Gesù e la Madonna esistono dovrebbero comunque aiutarla». Si sofferma, le scende qualche lacrima e conclude: «Mia figlia è volata in cielo a settembre 2014, a 7 anni. Da atea che ero diventata in Giorgia ho visto Gesù in croce. E’ stata lei a farmi avvicinare a Dio e alla Madonna. Per la terza volta arriva la Madonna Pellegrina a casa mia, dopo un mese dalla salita in cielo di mia figlia. Adesso, dopo 7 mesi dalla sua morte, faccio parte della “Famiglia della Madonna Pellegrina”. Quando arriva a casa la poso accanto alla foto di mia figlia e dentro il mio cuore l’affido a Lei, mamma di tutti noi». Antonella sta tentando, con tutte le sue forze, di andar oltre il lutto più grande che possa esistere, quello per un figlio. E come la vergine Maria, come desidera la stessa Madonnina di Schoenstatt, sta diventando mamma-educatrice di altre mamme. E’ tornata anche a pregare per avere Fede, cambiando mentalità nei confronti di sé, di Dio, e del caso. Sapeste com’era bella, mentre batteva le mani al ritmo dei canti in chiesa.

 

10 Incontro Regionale Sicilia Schoenstatt 2015 - Radio Studio Centro - 1 rid. (2)Domenica 17 Maggio 2015 alle ore 9,00 su Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano FM 102,500 Mhz e online, si parlerà del 10° Incontro Regionale della Famiglia di Schoenstatt in Sicilia, svoltosi il 19 Aprile presso il Saracen Sands di Isola delle Femmine (Palermo).

E’ ormai una consuetudine che la redazione di “Radio Studio Centro – C. R. S. – Due Erre Italia” partecipi a questo appuntamento annuale, raccogliendo tutte le sfumature dell’intera giornata di festa per Maria. Nell’occasione dell’Incontro 2015, Salvo Rallo e Maria Antonina Rubino hanno raccolto le interessanti relazioni di Padre Giovanni Riba, nuovo responsabile del Movimento in Italia, e di Fra Benigno di Gesù Povero dei Frati Minori Rinnovati, noto esorcista della Diocesi di Palermo.

Domenica ascolteremo la registrazione integrale della relazione di Padre Giovanni Riba sul tema “Le sfide che Papa Francesco ha affidato ai missionari della Campagna di Schoenstatt nel Giubileo 2014”, che ha messo in evidenza quali sono le qualità essenziali che un missionario deve avere. Maria sceglie le persone, le persone scelgono Maria e grazie all’amore del Signore, che è quello che sostiene la nostra vita, il bene trionfa sulle nostre debolezze e i nostri limiti. Maria si prende cura di noi, delle famiglie e delle persone che ci sono state affidate. Questo “scambio” di “Fedeltà” ha però bisogno di cuori disponibili, cuori coraggiosi, aperti all’amore di Dio per compiere miracoli.

Papa Francesco per questo ci esorta a metterci in cammino, affidandoci una missione per gli anni futuri, non nel suo nome, ma in nome di Gesù. Ci invia con Maria, la prima ad essersi messa in cammino, e ci invia nelle famiglie che sono il fondamento della nostra società e del nostro credo.
La forza rinnovatrice della Campagna, il nuovo invio, si riassume nella storiella del colibrì, l’uccellino più piccolo del mondo, che non ha paura a valicare le cime più alte e superare i ghiacciai, perché vuole ultimare il suo viaggio e raggiungere l’agognata meta.

A seguire la relazione di Fra Benigno, sul tema “La vera Fede” che ci ha spiegato con parole semplici, servendosi di parecchi aneddoti, la vera essenza della Fede. Per capire cosa è la Fede si deve partire dal capire cosa non è la Fede: non è la semplice conoscenza delle verità di Fede, non è andare alla Santa Messa la domenica, non è conoscere alla perfezione i testi Sacri, non è frequentare la Chiesa nelle ricorrenze, non è divertimento, non è folklore, non è magia, non è fanatismo, non è un certo aiuto che diamo agli altri. La Fede è una cosa seria: Fede è fidarsi di Dio, della sua Parola!

Domenica mattina, negli Speciali di “Domenica Cultura”, rivivremo questo importante momento che ogni anno diventa sempre più atteso e apprezzato da parte di molti fedeli siciliani, che amano la nostra Madre Celeste “Maria” e suo figlio “Gesù”.

Ancora grande Radio sulle frequenze di Radio Studio Centro – Consorzio Radiofonico Siciliano, da non perdere, appuntamento Domenica 17 Maggio 2015 alle ore 9,00 e replica mercoledì 20 Maggio alle ore 24,00.

Per ulteriori dettagli sulla trasmissione o per ricevere informazioni sul Movimento di Schoenstatt e la Campagna della Madonna Pellegrina, si può contattare la redazione dell’emittente, al numero diretto 3343324082 oppure scrivendo all’indirizzo: radiostudiocentro@email.it .

Si ricorda che gli speciali di “Domenica Cultura” si possono riascoltare in Podcast e scaricare in Mp3 dal sito www.radiostudiocentro.it  cliccando sul seguente collegamento http://www.radiostudiocentro.it/Podcast-DomenicaCultura.htm

Salvo Rallo

libro P. Leo

Roma, 18 marzo 2015

“Si alzò da tavola…versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei suoi discepoli (Gv 13, 4-5)

CARISSIMI
Stiamo percorrendo la quaresima, un tempo santo che ci vuol preparare alla gioia insperata della Pasqua. Secondo P. Kentenich la quaresima è “una scuola di vita”. Il Signore ci invita ad abbandonare tante cose vane e provvisorie e cercare l’essenziale, mutare i nostri atteggiamenti sbagliati ed avere quelli di Gesù; così la nostra vita crescerà in qualità, forza e generosità.  In questo senso la lavanda dei piedi può diventare una grande ispirazione per noi missionari.

Giovanni racconta che nell’ultima cena “(Gesù) si alzò da tavola…versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei suoi discepoli (Gv 13, 4-5). Il Papa Benedetto commenta: “In un atto simbolico Gesù illustra l’insieme del servizio divino. Si spoglia del suo splendore divino, si inginocchia, per così dire, davanti a noi, lava ed asciuga i nostri piedi sporchi, per renderci capaci di partecipare al banchetto nuziale di Dio”. Gesù si inginocchia davanti a noi e fa il lavoro di uno schiavo: con umiltà e tenerezza lava e asciuga i nostri piedi sporchi, ripulisce il nostro cuore di tanta sozzura che si è accumulata. L’amore incondizionabile e incommensurabile del Signore che trova forse un paragone in una mamma che lava il corpo sporco del suo piccolo bambino, colpisce, ci purifica davanti a lui e ci prepara per il vero servizio. In questo senso commenta Papa Francesco la reazione di Pietro: “Pietro non voleva che Gesù gli lavasse i piedi, ma poi ha capito che Gesù non vuole essere solo un esempio per come dobbiamo lavarci i piedi gli uni gli altri. Questo servizio può farlo solo chi prima si è lasciato lavare i piedi da Cristo. “Solo questi ha “parte” con lui (Gv 13,8) e così può servire l’uomo”. Noi da soli non possiamo lavarci i piedi: è soltanto Gesù che ci monda e fa si che possiamo “avere parte” con lui, con la sua vita, ci rende capaci a fare l’autentico servizio che porta la vita, la gioia, la speranza alla gente.

La Madonna ci ha chiamato a partecipare alla sua grande missione nel mondo d’oggi. Mediante lei Gesù, il Signore suo figlio, ci ha riscattato: forse eravamo lontani, scoraggiati, la Chiesa era diventata una costruzione senza vita, non la Casa del Padre o della famiglia, forse una ferita nella mia storia personale mi aveva accostato ad una vita senza speranza, perturbando il rapporto con Dio e con l’uomo, la mia vita navigava senza meta. Maria ha “toccato” la mia vita e mi ha invitato ad uscire con lei verso i fratelli. Lei mi ha commosso: io voglio condividere questa gioia e consolazione.

Perché abbiamo “parte”, perché il Signore mediante le mani femminili di Maria ci ha lavati i piedi, ora possiamo anche noi offrire le nostri mani per lavare i piedi degli altri. Quando portiamo la Madonna Pellegrina alle famiglie siamo testimoni di come lei lava i piedi e rinnova i cuori di tanti persone e famiglie. Perché serve, Maria regna!

Domande:

  • Mi lascio lavare i piedi dal Signore oppure rifiuto questo gesto di Gesù?
  • È il mio servizio missionario una lavanda dei piedi delle famiglie?

Che il Signore vi regali un benedetto tempo di grazia. Mi affido alla vostra preghiera e vi invio la mia benedizione sacerdotale

P.GIOVANNI RIBA

Roma, 18 febbraio 2015

“Rinfrancate i vostri cuori” (Gc 5,8)

CARISSIMI,

Come è diventato facile oggi lo scontro e il litigio. Può succedere nell’ambito della famiglia: una parola sbagliata un gesto ambiguo e allora tutto esplode, ci feriamo l’un l’altro. Accade anche tra amici quando siamo indifferenti l’un all’altro, ci riempiamo d’invidia, di spirito di competizione oppure di disprezzo sottile o palese. Capita tra i popoli: pensiamo oggi alle tante situazioni di guerra che patisce il mondo. Avviene pure tra le religioni quando non si vogliono capire ne accettare le differenze, si vuole imporre un unico modo di pregare, oppure si vuole “convertire” senza seguire la maniera di Gesù: “…Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse:..vieni e seguimi” (Mc 10, 21). Come è facile oggi diventare un “professionista dello scontro e artefice del litigio”, uomini e donne che non costruiscono ponti ma distruggono quelli che già esistono.

La quaresima è il tempo creato per Dio già nell’Antico Testamento. Così il profeta Gioele esorta il popolo: “ritornate a me con tutto il cuore…laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio”. È un tempo per rincontrarsi e ricominciare una nuova amicizia, un nuovo dialogo, per edificare una cultura dell’incontro. Questo significa rincontrarsi col Dio vivente, che opera nella nostra vita, la vuole purificare, innalzare, è pronto a rinnovare con noi l’Alleanza d’Amore sigillata già nel battesimo. È un tempo per rincontrarsi con gli uomini, siano della nostra famiglia, del nostro lavoro, del nostro quartiere. Non ci lasciamo rubare la possibilità di un nuovo inizio con un parente che mi ha ferito, un amico, un vicino, un parrocchiano, dal quale mi sono allontanato. Infine è un rincontrarsi serenamente con noi stessi: Dio tramite la grazia quaresimale vuole rinnovare il nostro cuore, mostrarci nuovamente gli ideali più nobili della nostra vita, rinfrancare la nostra volontà per fare il bene.  La cultura dello scontro soltanto si supera con uomini e donne che diventano tessitori di rete, professionisti della riconciliazione e comunione, artefici d’una nuova cultura dell’Alleanza.

“Rinfrancate i vostri cuori” ci dice  Papa Francesco citando l’apostolo Giacomo. Ma come? Con un rinnovato spirito di preghiera: non ci lasciamo rubare il tempo prezioso d’incontro con Dio, con la Madonna, nel dialogo sincero e amorevole faccia a faccia con loro. Dio ti aspetta più che mai questa quaresima! Con un rinnovato spirito di sacrificio: ogni prova, ogni croce te “l’offro come un regalo d’amore alla fonte santa che dal santuario sorge cristallina..” raccomanda P.Kentenich. Ricordiamo che senza contributi al Capitale di Grazia, che è come la benzina per la macchina, la Campagna non funziona e si ferma. Con un rinnovato spirito missionario: Dio ci ha affidato il bell’incarico di portare la Madonna, quella che tesse instancabile ogni giorno la rete, nell’ambito santo delle famiglie del nostro quartiere. Eccomi, sono pronto a partire con te!  Domande:

  • Dove posso diventare un artefice dell’incontro, un tessitore di reti?
  • Cosa posso fare in quaresima per approfondire la mia preghiera oppure ravvivare lo spirito missionario?

Che il Signore vi regali un tempo di grazia benedetto. Mi affido alla vostra preghiera e vi invio la mia benedizione sacerdotale

P.GIOVANNI RIBA

”Conosci tu la terra, accogliente ed intima, ove amore eterno si costruisce: ove nobili cuori pulsano dal profondo ed in oblazione si sopportano; ove – portandosi in salvo l’un l’altro – infiammati affluiscono al cuore di Dio; ove fiumi di amore sgorgano frizzanti, a placare la sete di amore del mondo? Questa terra dei miracoli mi è nota… Questa è la mia Patria, la mia Patria Schoenstatt!
 (P.Kentenich: verso il cielo)

P. Giovanni RibaRoma, 18 gennaio 2015

“Perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura per sempre” (Sal 116, 7)

Carissimi:

Una volta mi sono domandato: quale sarebbe la migliore maniera di rispondere alla fedeltà della Madonna nella mia vita. Meditando sono arrivato a questa risposta: la mia fedeltà.

La fedeltà è una delle caratteristiche fondamentali del Dio dell’Alleanza nell’ Antico Testamento. A volte Dio recrimina al popolo la sua infedeltà: “quando Israele era giovinetto, io l’ho amato, e dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più lo chiamavo, più si allontanava da me” (Os 11, 4). Al Dio della Bibbia provoca dolore la nostra slealtà e non resta indifferente. Ma questa non lo spaventa. Tramite il Profeta Isaia domanda al popolo: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, cosi, da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15). Dio non si dimentica del popolo, al contrario continuamente apre nuove strade affinché possa rinnovare la sua Alleanza e rinnovare l’amore.

Nel Nuovo Testamento c’è una scena che colpisce: “quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: Simone di Giovanni, mi ami più di costoro?” (Gv 21, 15). Questa domanda gli trafigge il cuore: Pietro è stato infedele e lo ha tradito davanti a una donna, la salda convinzione di consegnare la sua vita per lui nell’ultima cena (cfr Lc 22,26) è stata cosi frantumata.  Tre volte gli domanda Gesù come tre volte lo aveva negato. Alla fine Pietro comprende e risponde: “Signore tu sai tutto, tu sai che ti amo” (Gv 21, 17). L’infedeltà guarisce soltanto con il rinnovamento della fedeltà. All’amore del Signore, a questa nuova opportunità, si risponde adeguatamente, soltanto con un nuovo Si.

Giuseppe Pozzobon, l’iniziatore della Campagna della Vergine Pellegrina, confessava: Vorrei ringraziare per la grandiosa grazia della fedeltà. La Vergine ha usato il mio nulla, il suo piccolo strumento e la grazia ha operato fortemente”. È bello contemplare come lui riconosce che la fedeltà è per se stessa una grazia, come afferma: Dio la usa per realizzare con vigore grandi cose dal nulla. Quindi non resta mai infeconda!

Anche noi come missionari viviamo della fedeltà: la prima quella della Madonna a ciascuno di noi; la seconda la nostra come risposta, come un nuovo Si.

All’inizio dell’anno 2015 vogliamo incominciare con la rinnovazione della nostra fedeltà a Lei. Abbiamo davanti a noi tutto un anno per sperimentare la fedeltà di Maria e manifestargli la fedeltà del suo piccolo strumento.

Mi affido alla vostra preghiera e vi invio la mia benedizione sacerdotale                                                                                                  P.GIOVANNI RIBA

Marsala 2MARSALA, Vita e Pietro: Dodici  anni fa abbiamo conosciuto Padre Ludovico, un prete che voleva conoscere Marsala. La seconda volta che tornò a trovarci portò con se una piccola Immagine della “Madonna pellegrina di Schoenstatt”.

Da allora, sono cambiate molte cose. Siamo stati coinvolti come coppia a partecipare al “ Fortalecimiento Matrimonial” e abbiamo avuto la fortuna di vivere un’esperienza indimenticabile sotto la guida spirituale di questo prete che, con il suo carisma e la sua capacità di scrutare l’animo umano, ci ha portato oggi qui a suggellare L’Alleanza d’amore con Maria.

Qui davanti a questa piccola edicola votiva, che abbiamo realizzato nel nostro giardino in onore della Madonna di Schoenstatt,  consacriamo i nostri cuori a Maria.

Con affetto e gratitudine diciamo un grazie a Padre Ludovico Tedeschi.

Ringraziamo anche Giovanna e Nino  che hanno realizzato il dipinto della Madonna.
Marsala 1